Pluralismo e trasparenza: le nuove regole per i partiti politici europei.

Verifiche e monitoraggi più puntuali sulle donazioni e ‘congelamento’ dei fondi nei casi di manifesta noncuranza dei valori dell’UE. Sono alcune delle nuove regole dello statuto e del finanziamento dei partiti politici europei approvate ieri dal parlamento europeo con 428 voti a favore, 92 contro e 49 astensioni.

Nella risoluzione, gli eurodeputati hanno espresso il massimo accordo sul fatto che il finanziamento dei partiti politici e delle fondazioni europee debba essere subordinato al rispetto dei valori europei, accogliendo inoltre con favore il rafforzamento delle disposizioni di monitoraggio per le donazioni e le procedure per le infrazioni, comprese le sanzioni e il recupero dei fondi.

Il potere di controllo dell’Autorità per i partiti politici e le fondazioni politiche europee dovrebbe essere più efficace sulle donazioni oltre i 3000 euro, soprattutto quando si osservano aumenti improvvisi del numero aggregato di piccole donazioni. Ancora, gli eurodeputati hanno chiesto di introdurre il divieto di ricevere donazioni da entità extra UE, suggerendo inoltre la pubblicazione delle donazioni fatte dallo stesso donatore contemporaneamente a un partito politico europeo e ai partiti nazionali che lo compongono.

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Il Parlamento ha altresì invitato la Commissione a valutare sistemi di finanziamento basati sul voto, proponendo l’eliminazione del divieto di finanziare campagne referendarie su questioni relative ai trattati UE e consentire ai membri dei Paesi europei non appartenenti all’UE di essere affiliati a un partito o a una fondazione europea.

Una risoluzione tempestiva, come ricordato dal correlatore Charles Goerens del gruppo Renew Europe, che arriva “proprio mentre i cittadini europei si impegnano nella più grande riflessione democratica che questo continente abbia mai conosciuto, la Conferenza sul futuro dell’Europa. Spetterà a questi partiti politici europei, che la nostra risoluzione cerca di rafforzare, rendere reali le aspirazioni democratiche che i nostri cittadini esprimeranno durante la Conferenza”.

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fonte europarl.europa.eu