Parlamentari sardi, luci e ombre nella XIX legislatura: presenze, ribellioni e proposte di legge “al palo”
I dati di Openpolis sull’attività dei parlamentari eletti in Sardegna nella XIX legislatura restituiscono un quadro a due velocità: da un lato senatori e deputati con tassi di presenza vicini al 90-99%, dall’altro colleghi che non arrivano al 50% dei voti in Aula, spesso per impegni istituzionali paralleli. Sul fronte della produzione legislativa, il bilancio è ancora più severo: su decine di disegni di legge presentati come primo firmatario, uno solo – a firma di Pietro Pittalis – risulta essere diventato legge.
I deputati sardi.
Tra i deputati, la presenza più alta è quella di Francesco Mura (FdI, maggioranza), al 92,5% con appena lo 0,2% di missioni, seguito da Francesca Ghirra (Alleanza Verdi e Sinistra, opposizione) al 92,2% e da Barbara Polo (FdI) e Gianni Lampis (FdI), entrambi intorno all’88,5%.
Il quadro cambia per chi ricopre incarichi di presidenza di commissione, spesso in missione istituzionale: Ugo Cappellacci (Forza Italia-PPE), presidente della Commissione Affari sociali, è presente solo al 34,7% dei voti, con il 53,4% classificato come “in missione”. Situazione simile per Salvatore Deidda (FdI), presidente della Commissione Trasporti, fermo al 63,7% di presenze e al 32,3% di missioni.
Sul piano dei “voti ribelli” , quelli in cui il parlamentare si discosta dalla linea del proprio gruppo , il record spetta a Dario Giagoni (Lega), con 209 voti in dissenso dal gruppo su 217 voti chiave monitorati nella legislatura, seguito da Bachisio Silvio Lai (PD-IDP, opposizione) con 67 e da Pietro Pittalis (FI-PPE) con 58. Tra gli episodi più netti, Giagoni ha votato contro il proprio gruppo sull’articolo 2 di un provvedimento il 3 marzo 2026, mentre la Lega si era espressa a favore.
Anche tra i big della maggioranza non mancano gli scarti dalla linea ufficiale: Francesco Mura ha votato contro FdI sull’articolo 2 di un provvedimento il 20 novembre 2024; Gianni Lampis ha fatto lo stesso sull’articolo 5 di un altro testo il 4 febbraio 2026; Salvatore Deidda si è opposto al proprio gruppo sull’articolo 9 di un decreto l’1 luglio 2026. Barbara Polo ha invece votato contro un ordine del giorno M5S il 25 luglio 2024, quando FdI si era già espressa a favore.
Sul fronte della produzione legislativa, il bilancio della delegazione sarda alla Camera è magro. Su 39 disegni di legge presentati come primo firmatario da Pietro Pittalis , il più prolifico del gruppo, solo uno è diventato legge e uno è stato approvato da un ramo del Parlamento; gli altri 32 sono fermi all’iter da avviare e uno è stato respinto. Francesca Ghirra ha presentato 11 proposte, di cui 3 in esame in prima lettura ma nessuna approvata. Salvatore Deidda (10 ddl) e Dario Giagoni (9 ddl), oltre la proposta di legge sul divieto della detenzione dei cani alla catena, abbinata, confluita e assorbita nel più ampio disegno di legge sulla tutela degli animali e l’inasprimento delle pene per i maltrattamenti (noto come “Legge Brambilla” o ddl A.C. 30 e abbinate) e la legge sulla disprassia che a breve entrerà in aula. Approvata, infine l’anno scorso, la legge sul body shaming.
Ancora, Bachisio Silvio Lai (3 ddl) e Ugo Cappellacci, che su 3 proposte ne ha una in esame in prima lettura. Gianni Lampis e Francesco Mura non risultano invece primi firmatari di alcun disegno di legge nell’attuale legislatura.
Come va al Senato.
Al Senato la fotografia delle presenze è ancora più polarizzata. Giovanni Satta (FdI, maggioranza) è il parlamentare sardo più assiduo in assoluto: 99,1% di presenze, appena lo 0,1% di assenze. Bene anche Sabrina Licheri (M5S, opposizione) all’87,6% e Antonella Zedda (FdI) all’87,5%.
All’estremo opposto si collocano Marcello Pera (FdI) e Marco Meloni (PD-IDP, opposizione), entrambi sotto il 45% di presenze effettive, con quote elevate di assenze (rispettivamente 35,8% e 41,3%) e di missioni. Ettore Antonio Licheri (M5S, opposizione) si attesta al 63,4%, con un 29,4% di assenze.
Sui voti ribelli, il numero più alto tra i senatori sardi è quello riscontrato con l’attività di Ettore Antonio Licheri: 90 voti in dissenso dal M5S, il gruppo di appartenenza , tra questi, un’astensione sull’intelligenza artificiale il 20 marzo 2025 quando il Movimento aveva votato a favore, e un voto contrario su un emendamento il 26 febbraio 2025 mentre il gruppo si esprimeva favorevolmente. Seguono Marco Meloni (44 voti ribelli, incluso un no al ddl caccia il 18 giugno 2026 mentre il PD-IDP aveva votato a favore) e Marcello Pera (10 voti ribelli, spesso in direzione più garantista rispetto alla linea di FdI, ad esempio a favore di un emendamento sul rafforzamento della cybersicurezza nazionale il 19 giugno 2024, quando il suo gruppo aveva votato contro).
Tra i senatori di maggioranza, anche Antonella Zedda e Giovanni Satta, pur con affidabilità di gruppo elevata (rispettivamente 85,2% e 97,5%), hanno registrato singoli voti contrari a FdI: Zedda sull’articolo 18 di una legge sulla ricostruzione post-calamità il 12 marzo 2025, Satta sull’articolo 17 dello stesso provvedimento il 26 febbraio 2025.
Quanto ai disegni di legge, nessuno dei sei senatori sardi ha ancora ottenuto l’approvazione definitiva di una propria proposta. Marco Meloni ne ha presentate 9, con 2 in esame in prima lettura; Sabrina Licheri 6, di cui una respinta; Marcello Pera una sola proposta, attualmente in esame in prima lettura; Antonella Zedda una, ancora da avviare. Ettore Antonio Licheri e Giovanni Satta non risultano primi firmatari di alcun ddl nella legislatura in corso.
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