Orientamenti, De Simoni: “Giovani non abbiate paura dei cambiamenti”.

“Adattarsi ai cambiamenti che avvengono nel mondo del lavoro per cogliere le migliori opportunità, anche in campo culturale. Non abbiate paura del mutamento, tra qualche tempo alcune professioni non ci saranno più, altre saranno contaminate e allora vi dico seguite le trasformazioni, solo così potrete cogliere le migliori opportunità, anche nel settore culturale”. Laureato in scienze politiche, con una figlia avuta a 21 anni e la responsabilità di oltre 2000 persone che lavorano con lui, Mario De Simoni, presidente e amministratore delegato di Ales, unica società in house del ministero della Cultura, a capo delle Scuderie del Quirinale, ha parlato stamani ai Magazzini del Cotone di fronte a una sala strapiena di giovani intervenuti per ascoltare uno dei Dreamers della 28° edizione del Salone Orientamenti.

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“Per prima cosa – ha detto De Simoni rivolgendosi ai ragazzi – vi dico di coltivare le vostre passioni. Io per esempio ascoltavo tantissima musica e nel corso del mio primo colloquio con un direttore generale di una multinazionale la chiave di volta per essere assunto è stata la mia passione per Miles Davis, uno dei più grandi jazzisti della storia. Alla domanda del direttore su cosa mi piacesse di Miles Davis io ho risposto i silenzi, le pause. Una risposta solo apparentemente casuale, ma frutto di una conoscenza e di una grande passione che mi ha consentito di essere assunto”. Secondo De Simoni “la fortuna non esiste, ma si determina quando il caso incontra la preparazione. Quindi dobbiamo studiare ed essere preparati”.

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Per il capo delle Scuderie del Quirinale, che organizza ogni anno alcune tra le più importanti esposizioni italiane, per lavorare nella cultura “non è detto che si debba essere laureati in storia dell’arte, i campi possono essere molteplici: dalla musica, alla letteratura, al marketing. Serve avere coraggio e sperimentare”.

“I nuovi media non vanno demonizzati, sono solo strumenti da imparare ad usare per generare nuove opportunità di conoscenza anche nel settore culturale”. “Perché bisogna andare – ha aggiunto – dove ci sono i giovani e se i giovani stanno sui social, noi dobbiamo essere così bravi da incontrali lì. Tenendo conto che si deve sempre avere qualcosa da dire e la priorità è sempre il prodotto da comunicare che deve essere valido”. Alla domanda di uno studente su cosa farebbe per avvicinare i giovani alla cultura, De Simoni ha risposto senza mezzi termini: “Di tutto, renderei la cultura meno distante e costruirei tanti racconti umani in grado di interessare un pubblico molto vasto”. “Siamo seduti su un patrimonio artistico immenso che altri Paesi non hanno – ha aggiunto De Simoni – Dobbiamo imparare a metterlo a reddito per costruire tanti lavori e sfruttare anche settori collaterali in grado di generare reddito, tenendo conto che la fiducia che gli italiani hanno nei Musei è molto cresciuta dopo il Covid”. Un unico appunto, quello rivolto a chi imbratta le opere d’arte per sensibilizzare sulle tematiche ambientali: “Mi sembra una sciocchezza – ha concluso De Simoni – sono altri gli strumenti da usare”.

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