Non solo Mosca: un emendamento della Sinistra al Parlamento europeo indica anche USA e Israele come minacce alla democrazia
Nel dibattito sulla relazione sulle conclusioni e raccomandazioni della commissione speciale sullo “scudo europeo per la democrazia” , a firma del relatore Tomas Tobé, è stato depositato un emendamento che allarga in modo significativo la lista dei soggetti considerati una minaccia esterna per la sicurezza e l’integrità democratica dell’Europa.
Si tratta dell’emendamento 13, presentato da Danilo Della Valle a nome del gruppo The Left (La Sinistra), che interviene sul paragrafo 4 del testo base della risoluzione.
Cosa dice il testo originale.
Nella versione approvata in commissione, il paragrafo 4 della risoluzione recita che il Parlamento europeo “ritiene che la Russia rappresenti la principale minaccia esterna per la sicurezza e l’integrità democratica dell’Europa” e “ribadisce l’idea che la Russia sia uno Stato sostenitore del terrorismo”, sottolineando la necessità di una strategia complessiva per tutelare la democrazia europea.
L’emendamento 13 propone di sostituire questo passaggio con una formulazione diversa: “ritiene che la Russia, gli Stati Uniti e Israele rappresentino le principali minacce esterne alla sicurezza e all’integrità democratica dell’Europa”, eliminando al contempo il riferimento alla Russia come “Stato sostenitore del terrorismo”.
Il contesto: gli altri emendamenti del gruppo The Left.
L’emendamento 13 non è isolato: fa parte di un pacchetto di modifiche presentate dal gruppo The Left alla stessa relazione. Tra le altre proposte degli stessi firmatari figura una modifica al considerando BT (emendamento 12), che elimina dal preambolo il riferimento alla “postura geopolitica assertiva della Cina” tra le cause dell’intensificarsi di disinformazione e coercizione economica, pur mantenendo il richiamo alla guerra russa in Ucraina.
A questo si affianca un emendamento distinto, il numero 16, a firma di Manon Aubry, che condanna “qualsiasi ingerenza da parte delle autorità israeliane nei processi democratici”, citando in particolare presunti tentativi di influenzare le elezioni locali francesi del marzo 2026, e che chiede la pubblicazione delle relazioni relative a tali ingerenze. Il pacchetto comprende inoltre una richiesta di maggiore trasparenza sui finanziamenti UE ai media (emendamento 14), una proposta di garanzie più stringenti per l’anonimato della partecipazione pubblica e la protezione delle fonti (emendamento 32 bis), e un emendamento sulla governance del futuro Centro europeo per la resilienza democratica, che ne vorrebbe limitare il ruolo al coordinamento e all’analisi, escludendo funzioni operative o di monitoraggio che potrebbero incidere sui diritti fondamentali.
Una proposta, non (ancora) una posizione del Parlamento.
È importante precisare che si tratta, a tutti gli effetti, di un emendamento depositato da un solo gruppo politico che, nell’attuale legislatura, è una delle forze minoritarie dell’Eurocamera , e non della posizione ufficiale del Parlamento europeo.
Perché la modifica venga recepita nella risoluzione finale, l’emendamento dovrà ottenere il sostegno della maggioranza dei deputati in Aula, un esito tutt’altro che scontato considerando gli attuali rapporti di forza tra i gruppi politici, dominati da popolari, socialisti, liberali e conservatori, generalmente allineati su una lettura della minaccia ibrida incentrata su Russia e Cina.
Resta il fatto che l’emendamento fotografa una linea politica precisa: per il gruppo della Sinistra europea, la minaccia alla tenuta democratica del continente non viene solo da Est, ma coinvolge anche alleati tradizionali dell’UE come gli Stati Uniti e Israele.
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