27 Ottobre 2026
Sardegna

MPS, le associazioni scrivono alla Meloni, Consob e Banca d’Italia: “Vogliamo trasparenza”

Con una lettera aperta indirizzata al presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, ai presidenti delle commissioni Finanze di Camera e Senato, ai vertici di Consob, Agcm e Ivass e al Governatore della Banca d’Italia, tredici associazioni dei consumatori sono intervenute sulla partita che in questi mesi sta ridisegnando il sistema bancario italiano: le operazioni straordinarie che riguardano Banca Monte dei Paschi di Siena, a partire dall’offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata da Intesa Sanpaolo e dalle contestuali offerte pubbliche di scambio deliberate dalla stessa MPS su Banco BPM e Banca Generali.

A firmare il documento sono Acu, Adusbef, Assoutenti, l’Associazione Utenti dei Servizi Radiotelevisivi, Codacons, Codici, Confconsumatori, Ctcu, la Federazione Nazionale Acp-Aiace-Sdc, La Casa del Consumatore, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino e Udicon.

Le associazioni tengono a chiarire fin dalle prime righe della lettera di non voler entrare nel merito industriale delle operazioni in campo: spetta agli azionisti valutarne la convenienza, alle Autorità competenti esercitare le proprie funzioni di vigilanza e al mercato esprimere il proprio giudizio. Il loro intervento, spiegano, riguarda invece il compito che ritengono proprio in quanto rappresentanti dei consumatori: la tutela dei risparmiatori, dei piccoli azionisti, dei correntisti e, più in generale, dell’interesse dei cittadini.

Il richiamo ai soldi pubblici versati per il salvataggio.

Un passaggio centrale della lettera riguarda la storia recente di MPS. Le associazioni ricordano che, nelle fasi più critiche attraversate dall’istituto senese, a intervenire non fu un singolo territorio ma l’intero contribuente italiano: nel 2017 la Commissione europea autorizzò una ricapitalizzazione precauzionale pubblica da 5,4 miliardi di euro, seguita nel 2022 da un ulteriore rafforzamento patrimoniale da 2,5 miliardi. Proprio per questo, sostengono le sigle firmatarie, l’esito delle attuali operazioni straordinarie non riguarda solo gli azionisti o i territori coinvolti, ma l’interesse generale del Paese, in coerenza con l’articolo 47 della Costituzione, che tutela il risparmio in tutte le sue forme. Le associazioni chiedono inoltre che la futura governance del nuovo assetto bancario rispetti il valore del denaro pubblico investito nel salvataggio, evitando logiche speculative che possano danneggiarlo.

Preoccupazione per le dichiarazioni ai mercati.

Un capitolo specifico della lettera riguarda la comunicazione. Le associazioni esprimono preoccupazione per il moltiplicarsi di dichiarazioni, interviste e prese di posizione di esponenti aziendali e politici, spesso rilasciate a mercati aperti, in una fase in cui ogni parola può muovere i corsi azionari e orientare le scelte di centinaia di migliaia di piccoli risparmiatori. Da qui la richiesta di un rigoroso rispetto del Regolamento europeo sugli abusi di mercato (MAR) e del Testo Unico della Finanza in materia di informazioni privilegiate e price sensitive, con comunicazioni price sensitive diffuse preferibilmente a mercati chiusi.

Nella parte conclusiva della lettera, le associazioni rivolgono richieste puntuali a ciascuna delle istituzioni interpellate. Al presidente del Consiglio chiedono un utilizzo proporzionato del golden power a tutela del risparmio nazionale e della stabilità finanziaria del Paese.

Al ministro dell’Economia domandano di mantenere l’interesse generale – credito, occupazione, solidità del sistema, presenza territoriale – come criterio guida dell’azione pubblica, in una logica di trasparenza e neutralità. Alle Commissioni Finanze di Camera e Senato viene chiesto di esercitare pienamente la funzione di controllo parlamentare, anche attraverso audizioni.

Alla Banca d’Italia e Ivass viene richiesta vigilanza sulla solidità patrimoniale e sui rischi di esecuzione di operazioni di tale portata, con particolare attenzione ai riflessi sul credito a famiglie e imprese e sulla stabilità di un primario operatore assicurativo come Generali.

Alla Consob viene chiesta massima fermezza sulla correttezza e simmetria dell’informazione al mercato, sul rispetto della disciplina delle offerte pubbliche e sugli approfondimenti relativi a partecipazioni comuni ed esposizioni aggregate dei principali investitori istituzionali coinvolti.

All’Antitrust, infine, le associazioni chiedono una valutazione degli effetti concorrenziali a tutela dei consumatori, dell’accesso al credito e delle condizioni dei servizi bancari, con un’attenzione specifica al rischio di desertificazione bancaria nei territori più esposti.

foto Mr No CC BY 3.0