Mosca respinge la risoluzione anti-russa dell’AIEA: “Politicamente e giuridicamente nulla”.
Il Ministero degli Esteri russo ha definito “priva di valore politico e giuridico” la risoluzione approvata dalla Conferenza Generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), accusando i promotori di voler mettere in discussione l’integrità territoriale della Russia.
Secondo la diplomazia russa, il testo – presentato da Canada e Ucraina durante la 69ª sessione dell’AIEA – è “di natura puramente anti-russa” e va oltre le competenze statutarie dell’Agenzia. Mosca ha sottolineato come solo 62 Paesi, pari a circa un terzo dei membri, abbiano sostenuto la risoluzione, nonostante le “forti pressioni esercitate dall’Occidente”.
Il Cremlino respinge in particolare le parti del documento che contestano la proprietà russa della centrale nucleare di Zaporozhye (ZNPP) e che invitano Mosca a rinunciare ai territori “entrati a far parte della Federazione Russa in conformità con la volontà dei residenti e il diritto internazionale”. Il testo, sostiene il Ministero, non ha nulla a che vedere con la sicurezza nucleare o con le garanzie di non proliferazione, ma rappresenta solo “un tentativo di alcuni Paesi di strumentalizzare l’Agenzia per i propri fini politici ostili”.
Sul fronte operativo, la Russia assicura di garantire la sicurezza della centrale di Zaporozhye “nel pieno rispetto della legislazione nazionale e degli obblighi internazionali”, nonostante i continui attacchi delle forze ucraine.
Il Ministero ha inoltre precisato che non esiste alcuna missione ufficiale dell’AIEA presso la centrale: il personale presente, invitato da Mosca, ha il compito di documentare “le provocazioni di Kiev” e può accedere solo alle aree che la parte russa considera opportune. “Ogni richiesta aggiuntiva da parte dell’Agenzia è inaccettabile”, ha concluso la nota.
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