10 Luglio 2026
Europa

Teheran accusa Washington: “Le pretese eccessive di Trump hanno affossato i negoziati”

La diplomazia non sembra fare passi avanti in Medio Oriente. A suggerirlo il commento del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi che, durante l’incontro con Putin a San Pietroburgo, ha scaricato sulla controparte americana la responsabilità del fallimento dell’ultimo round di negoziati, definendo le richieste statunitensi “eccessive”.

Araghchi: “C’erano segnali di progresso, poi tutto è saltato”.

Parlando ai giornalisti, Araghchi ha tracciato un quadro che mescola cauto ottimismo e dura critica. “C’erano alcuni segnali di progresso nei negoziati”, ha detto, secondo quanto riportato dai media russi. “L’approccio americano ha fatto sì che il precedente round di colloqui non raggiungesse i suoi obiettivi, nonostante i passi avanti compiuti. È successo a causa delle loro richieste eccessive e dei loro approcci sbagliati”.

Il dietrofront di Trump e il ritorno ad Islamabad.

Le dichiarazioni di Araghchi giungono in un momento di particolare tensione diplomatica. Nel weekend, il presidente americano Donald Trump ha cancellato all’ultimo momento la missione a Islamabad dell’inviato speciale Steve Witkoff e del genero Jared Kushner, scrivendo sul suo social Truth Social: “Possono chiamarci quando vogliono, ma non farete altri voli di 18 ore per stare seduti a parlare del nulla”.

Il giorno prima, lo stesso Araghchi era rientrato precipitosamente ad Islamabad per partecipare ai negoziati con gli Stati Uniti, mediati dal Pakistan.

L’asse Teheran-Mosca.

La visita in Russia non è solo un appuntamento diplomatico di routine. Araghchi ha colto l’occasione per ribadire la solidità dei legami tra i due Paesi, scrivendo sul suo canale Telegram: “Abbiamo sempre mantenuto strette consultazioni con la Russia e tenuto continui colloqui bilaterali su un’ampia gamma di questioni”. Un messaggio che suona anche come segnale verso Washington: Teheran non è isolata, e può contare su sponde solide.

foto Kremlin.ru