Media e pluralismo, Patrioti: “Reporters Without Borders è affidabile?”
È ancora qualificata Reporters Without Borders (RSF) a candidarsi per il rilascio di un’etichetta di media affidabile? È la domanda al centro di un’interrogazione parlamentare presentata alla Commissione europea dagli eurodeputati del gruppo dei Patrioti per l’Europa, Catherine Griset, André Rougé e Virginie Joron, che solleva dubbi sul ruolo dell’ONG nel dibattito sul pluralismo dell’informazione e sull’imparzialità dei sistemi di certificazione dei media.
L’interrogazione prende le mosse da un recente servizio di France 2, emittente pubblica francese, dedicato al canale televisivo privato CNews. Il reportage, secondo i firmatari, sarebbe stato segnato da violazioni etiche e avrebbe ripreso affermazioni di RSF secondo cui CNews trasmetterebbe prevalentemente contenuti di sinistra nelle ore notturne e di destra durante il giorno. Una tesi che è stata però smentita dall’Arcom, l’autorità francese di regolazione dei media audiovisivi e digitali, costringendo France 2 a eliminare una parte del servizio.
Secondo gli eurodeputati, l’episodio si inserisce in un contesto di ostilità di lunga data di RSF nei confronti di CNews. Nel 2022 l’organizzazione aveva presentato un ricorso al Conseil d’État, il massimo organo della giustizia amministrativa francese, denunciando presunte violazioni da parte dell’emittente privata. Al contrario, osservano i firmatari, RSF non avrebbe mai segnalato irregolarità riconducibili all’emittente pubblica.
Il tema assume rilievo europeo alla luce dell’intenzione del presidente francese Emmanuel Macron di introdurre un “trusted media label”, un bollino di affidabilità per i media, facendo riferimento a iniziative promosse proprio da RSF in collaborazione con la Journalism Trust Initiative.
Da qui le due domande rivolte alla Commissione europea: Bruxelles intende tutelare la libertà di stampa da etichette di affidabilità rilasciate da autorità o ONG accusate di parzialità o di diffusione di informazioni false? E, alla luce delle contestazioni sollevate, la Commissione valuta l’ipotesi di sospendere o rivedere i finanziamenti europei concessi a RSF?
Si riapre, così, il dibattito sul delicato equilibrio tra lotta alla disinformazione, certificazione dell’informazione e garanzie di pluralismo, in un momento in cui l’Unione europea dimostra di voler mettere mettere sotto controllo – specialmente attraverso l’erogazione (o meno) di cospicui fondi – media e libertà di espressione.
foto Copyright European Union 2021/Marc Dossmann
