Massimo Zedda cambia idea e decide che le politiche giovanili sono importanti.

Fa uno strano effetto leggere la firma di Massimo Zedda in calce all’interrogazione con cui Roberto Deriu del PD chiede alla giunta regionale interventi urgenti a sostegno dei giovani sardi colpiti dalla crisi e che faticano a trovare un lavoro.

Fa uno strano effetto perché nei suoi 8 anni da Sindaco di Cagliari Zedda ha mostrato un totale disinteresse per la materia. Durante il suo primo mandato, pur mantenendone per se la delega, ha demandato la gestione delle politiche giovanili agli uffici con le inevitabili conseguenze del caso. In totale assenza di linee di indirizzo, l’unico risultato prodotto è stato un costosissimo appalto per un inutile centro giovani.  

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Le cose non sono migliorate nel secondo mandato con la nomina di un assessore alle politiche giovanili, Yuri Marcialis, titolare anche delle deleghe allo sport e all’istruzione. Le politiche giovanili hanno continuato a essere il nulla assoluto.

A fronte di grandi aspettative iniziali, gli otto anni di amministrazione Zedda hanno così rappresentato un brutale reset delle politiche giovanili a Cagliari: nessuna strategia, nessun intervento e, cosa peggiore di tutte, nessun interesse. Per il sindaco giovane le vera politica era altro e non si mancava di farlo presente agli operatori che sollecitavano una collaborazione, salvo spericolate inversioni a “u” in campagna elettorale.

La firma del consigliere Zedda in calce all’interpellanza, dicevamo, fa uno strano effetto. Meglio tardi che mai, verrebbe da dire. Consigliamo ad associazioni e operatori del settore di conservarne una copia del testo nell’eventualità che Zedda decida di percorrere la strada del suo collega Graziano Milia.

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