Libertà di informazione: atti intimidatori verso i giornalisti aumentati dell’87% nel 2020.

Secondo una recente analisi, elaborata dal Servizio Analisi Criminale del Ministero dell’Interno, nel corso del 2020 si è registrato un significativo incremento degli atti intimidatori verso i giornalisti nel nostro Paese, passando dagli 87 episodi del 2019 ai 163 del 2020 (+87%), il 44% dei quali commessi attraverso canali web.

Nel primo trimestre dell’anno in corso, ancora, sono state già state registrate 63 minacce, con un aumento del 50% rispetto all’analogo periodo del 2020; gli illeciti commessi online sono stati 27, pari al 43% del totale. In questa prima parte dell’anno è emerso anche un aumento degli atti intimidatori nei confronti delle giornaliste, passando dal 19% del 2020 al 24% del 2021. 

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Un momento della videoconferenza
Un momento della videoconferenza

La matrice degli atti intimidatori commessi nel 2021 è riconducibile per il 30% a contesti socio/politici, per il 21% a contesti di criminalità organizzata e per il 49% ad altri contesti, come confermato nel corso della riunione dell’organismo permanente di supporto al “Centro di Coordinamento per le attività di monitoraggio, analisi e scambio permanente di informazioni sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti”, composto dai rappresentanti della Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Ordine dei Giornalisti e Federazione Nazionale della Stampa Italiana.