La molecola che “illumina” i tumori: la svolta della ricerca italiana
Esistono tumori capaci di mimetizzarsi perfettamente, diventando “freddi” e silenziosi per le difese del corpo umano. Neoplasie del colon-retto, del pancreas e della mammella riescono spesso a sfuggire all’immunoterapia perché il sistema immunitario, semplicemente, non le vede. Oggi però, una ricerca d’eccellenza coordinata dall’IFOM e dalle Università di Torino e Milano ha individuato una chiave per rompere questo meccanismo: la molecola NP1867.
Una “lampadina” per le difese immunitarie
Il cuore della scoperta è la molecola sperimentale NP1867 il cui compito è agire come un interruttore che rende “visibile” ciò che è nascosto.
“Non colpiamo solo la crescita del tumore, ma ne riscriviamo il dialogo con l’organismo”, spiega il professor Alberto Bardelli. I dati di laboratorio mostrano che le cellule trattate con NP1867 non solo rallentano la crescita, ma in alcuni casi mostrano una regressione totale se combinate con l’immunoterapia. Si tratta di un cambio di prospettiva radicale: creare artificialmente una vulnerabilità immunologica in tumori altrimenti resistenti.
Il futuro della sperimentazione verso nuove cure
Il percorso futuro è già tracciato: la ricerca si concentrerà sulla messa a punto di farmaci adatti alla somministrazione prolungata, per trasformare questa scommessa scientifica in una terapia sicura per l’uomo.
Grazie al supporto di Fondazione AIRC e dell’European Research Council, la ricerca oncologica dispone oggi di una nuova arma contro i tumori più resistenti e “silenziosi”.
