Marte: scoperte da Curiosity molecole organiche affini al Dna
Il rover Curiosity della NASA ha identificato su Marte molecole la cui struttura è affine ai precursori del DNA. Il risultato, presentato sulla rivista Nature Communications, è il frutto del primo esperimento di chimica analitica eseguito direttamente sul suolo di un altro pianeta.
L’analisi chimica nel cratere Gale
Tra le oltre venti sostanze isolate dal laboratorio in miniatura a bordo del rover, spicca una molecola contenente azoto con un’architettura chimica che richiama quella delle basi azotate. Gli strumenti hanno inoltre rilevato la presenza del benzotiofene, una complessa struttura a doppio anello spesso associata ai meteoriti e già osservata in passato su asteroidi.
Nonostante l’entusiasmo per il ritrovamento, l’attuale tecnologia impiegata non consente di determinare con assoluta certezza l’origine di queste molecole. Gli scienziati ipotizzano che i composti possano derivare da antiche forme di vita ormai estinte, o che semplicemente siano il prodotto di processi geologici naturali o il risultato di detriti organici trasportati da impatti meteoritici. Come sottolineato dagli esperti, la risoluzione di questo dilemma richiederebbe l’analisi dei campioni nei laboratori terrestri, dove si potrebbe distinguere con precisione l’origine biologica da quella inorganica.
La tecnologia italiana verso le profondità di Marte
In attesa di future missioni per il recupero dei campioni, l’attenzione si sposta sulla missione ExoMars, prevista per la fine del 2028. Il rover Rosalind Franklin sarà dotato di una trivella di progettazione italiana capace di scendere fino a due metri nel sottosuolo, che permetterà di prelevare materiale protetto dalle radiazioni.
Foto di WikiImages da Pixabay.com
