22 Aprile 2026
Europa

Iran, Trump minaccia anche la NATO

Donald Trump ha lanciato un ultimatum alla NATO: aiutateci a riaprire lo Stretto di Hormuz, oppure pagherete le conseguenze. Parole che in qualsiasi altro contesto geopolitico avrebbero scatenato un terremoto mediatico. E invece, ancora una volta, “i grandi organi di informazione occidentali” le registrano, le catalogano, e passano oltre senza il minimo sussulto critico.

La minaccia.

In un’intervista al Financial Times, il presidente americano ha dichiarato senza mezzi termini che il futuro della NATO sarà “molto buio” se gli alleati non si uniranno agli Stati Uniti nello sforzo bellico contro l’Iran per riaprire la via d’acqua strategica, di fatto chiusa dopo i raid congiunti americano-israeliani delle ultime due settimane.

Trump ha anche agitato lo spettro del rinvio del vertice con il presidente cinese Xi Jinping, previsto tra il 31 marzo e il 2 aprile, esortando Pechino ad agire prima dell’incontro. La motivazione? La Cina transita il 90% del proprio fabbisogno petrolifero attraverso quello stretto. “È giusto che chi beneficia dello Stretto contribuisca a garantirne la sicurezza”, ha dichiarato Trump, con il tono di chi non sta avanzando una proposta, ma impartendo un ordine.

Il silenzio assordante della stampa occidentale.

Ed è qui che si consuma il vero scandalo — non geopolitico, ma giornalistico. Un presidente degli Stati Uniti minaccia apertamente un’alleanza militare fondata sul principio della difesa collettiva, condizionandone la sopravvivenza alla partecipazione a una guerra da lui avviata. Intima a una potenza nucleare come la Cina di cambiare politica estera prima di un summit diplomatico. Rivendica attacchi su infrastrutture energetiche di un Paese sovrano con il tono beffardo di chi esibisce un primato militare. Tutto questo viene riportato dai principali media occidentali come se si trattasse di una dichiarazione qualsiasi, senza analisi, senza contestualizzazione, senza la benché minima messa in discussione della sua legittimità giuridica o morale.

Riportare fedelmente le parole di Trump senza contestarle non è giornalismo: è stenografia del potere.

La guerra che Trump sta conducendo e che ora vuole “esternalizzare” ai suoi alleati sotto forma di ricatto, merita un dibattito pubblico serio, trasparente, e coraggioso.

foto Navy Petty Officer 2nd Class Peter K. McHaddad