10 Settembre 2026
Europa

Informazione, Trump taglia i fondi federali a NPR e PBS: “Basta finanziare media faziosi con soldi pubblici”.

Stop alla disinformazione finanziata con soldi pubblici. Una decisione (purtroppo adottata solo oltre oceano) presa oggi dal presidente Donald Trump, firmatari di un ordine esecutivo che dispone la cessazione immediata dei finanziamenti federali alla National Public Radio (NPR) e alla Public Broadcasting Service (PBS), accusando entrambe le emittenti pubbliche di promuovere una copertura giornalistica “faziosa e non imparziale”.

Il provvedimento, intitolato “Fine del finanziamento pubblico a media di parte”, ordina alla Corporation for Public Broadcasting (CPB) di interrompere sia i finanziamenti diretti sia quelli indiretti a NPR e PBS. Secondo quanto riportato nel testo, in un panorama mediatico ormai “ricco, diversificato e innovativo”, i sussidi statali alla stampa non solo sarebbero obsoleti, ma dannosi per l’apparenza di indipendenza giornalistica. Nulla di più vero e lapalissiano.

“Gli americani – ha dichiarato Trump – hanno il diritto di aspettarsi che, se i loro soldi vengono usati per finanziare l’informazione pubblica, ciò avvenga esclusivamente a favore di notizie corrette, imparziali e non partigiane,” si legge nell’ordine esecutivo. Il testo dell’ordine esecutivo, in particolare, sostiene che NPR e PBS non rispondano a questi criteri e che quindi non debbano più beneficiare di fondi pubblici.

La CPB, creata nel 1967 per sostenere la radiodiffusione indipendente e non commerciale, dovrà rivedere entro il 30 giugno 2025 i criteri di ammissibilità per i fondi del prossimo anno, vietando qualsiasi forma di supporto diretto o indiretto a NPR e PBS. Tutti i dipartimenti e le agenzie federali, ancora, dovranno inoltre identificare e interrompere ogni eventuale contratto, sovvenzione o convenzione in essere con le due emittenti.

Il provvedimento, inoltre, incarica infine il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani di verificare se NPR e PBS siano in regola con le norme federali contro la discriminazione, previste per i beneficiari di fondi pubblici. Una azione che dovrebbe essere intrapresa, giusto per fare un esempio, anche in Italia e nelle varie regioni italiane.

L’atto, già definito storico dai sostenitori del presidente, cancella, dunque, decine di milioni di dollari destinati annualmente a quelle che un tempo erano considerate istituzioni del giornalismo pubblico.

A sostegno della misura, l’amministrazione ha elencato una serie di esempi considerati emblematici del presunto orientamento estremista delle due emittenti.

Tra questi, uno dei casi più citati riguarda un servizio di NPR sul cannibalismo, descritto come “perfettamente naturale”, in cui si raccontava di una donna che aveva cucinato e mangiato una placenta umana.

In occasione del 4 luglio 2021, ancora, l’NPR definì la Dichiarazione d’Indipendenza un documento con “ipocrisie profondamente radicate” e nel 2022 decise di interrompere la tradizionale lettura del testo per trasmettere un programma dedicato all’uguaglianza. Lo stesso testo fu accompagnato da una nota editoriale in cui si avvisava che “contiene linguaggio offensivo”.

Sul fronte culturale, PBS ha mandato in onda un programma per bambini con una drag queen di nome “Lil’ Miss Hot Mess”, mentre NPR ha dedicato servizi a comunità come i “furry” (persone che si identificano con animali antropomorfi), ai “dinosauri trans”, e agli animali “non binari”.

In campo scientifico e medico, NPR ha più volte promosso quello che definisce “gender-affirming care” per i minori, evitando di menzionare i possibili danni irreversibili derivanti da trattamenti ormonali e interventi chirurgici. Inoltre, ha pubblicato articoli in cui si sostiene che non ci siano prove scientifiche rilevanti che atleti maschi abbiano un vantaggio fisico sulle femmine, una tesi fortemente contestata da numerosi studi sportivi e dalla cronaca, come ricorda l’incontro di boxe tra Imane Khelif e Angela Carini.

Tra le uscite più controverse, anche un servizio in cui l’NPR suggeriva che la forma delle porte fosse il risultato di una “latente fatfobia”, e un altro in cui criticava il concetto stesso di “essere sani”.

Sul piano politico, l’amministrazione Trump ha evidenziato, inoltre, il trattamento di favore riservato ai Democratici, citando una ricerca secondo cui PBS avrebbe offerto copertura positiva al 54% dei contenuti sui Democratici, e negativa al 72% di quelli riguardanti i Repubblicani. L’NPR è stato anche accusato di aver minimizzato o ignorato lo scandalo del laptop di Hunter Biden nel 2020, mentre copriva ampiamente la narrativa della collusione tra Trump e la Russia, poi rivelatasi priva di fondamento.

Un’ulteriore accusa riguarda la mancanza di pluralismo interno: un ex redattore ha denunciato che nella redazione di NPR, i giornalisti registrati come Democratici superavano i Repubblicani con un rapporto di 87 a zero. Lo stesso ex reporter, dopo aver espresso dubbi sull’imparzialità del network, è stato sospeso.

Infine, l’amministrazione ha puntato il dito contro la leadership di NPR, ricordando che l’attuale CEO Katherine Maher ha definito Trump “razzista”, si è mostrata con un cappello della campagna “Biden Presidente” e ha messo in dubbio l’importanza del concetto di “verità oggettiva”.

foto press.donaldjtrump.com