Immigrazione, FdI attacca Zedda: ma al Governo ci sono loro. E su Monastir il partito resta in silenzio
Dopo quindici anni di “politiche scellerate di accoglienza senza limiti”, scrive Fratelli d’Italia Cagliari, il sindaco Massimo Zedda “si desta dal letargo”. Meglio tardi che mai, hanno ironizzato oggi i meloniani in Consiglio regionale.
Una uscita politica, decisamente impropria, dato che dal 2022 al Governo Nazionale ci sono proprio “Gioggia e i suoi epigoni” a “tirare il gruppo” e, cosa più ovvia e ampiamente condivisa anche dal centrodestra oggi in Sardegna, sulla pochezza nel tirare in ballo “le rovine del passato” e deresponsabilizzare (o meglio normalizzare) la propria inconsistenza politica.
Avrà senso, per esempio, criticare la presidente Alessandra Todde per il continuo citare “le macerie lasciate dal centrodestra” quando al governo della regione c’è lei da oltre 2 anni e mezzo? I Fratelli d’Italia oggi, non stanno facendo la stessa cosa sul fronte della sicurezza e del controllo della migrazione?
Un uscita poco equilibrata o si parla agli analfabeti funzionali?
Il punto è politico prima ancora che statistico. La gestione dei flussi, degli sbarchi e dell’accoglienza non è materia della Municipalità di Pirri né del Comune di Cagliari: è del Governo nazionale, cioè del centrodestra, e in particolare del Viminale guidato da Matteo Piantedosi. Lo riconosce lo stesso comunicato di FdI (“nessuno mette in discussione che il controllo dell’immigrazione sia competenza dello Stato”), per poi spostare l’attenzione sugli articoli 50 e 54 del Testo unico degli enti locali e sui poteri del sindaco in materia di decoro e sicurezza urbana.
Anche i dati scelti da FdI raccontano una storia più sfumata di quella rivendicata. Il picco di 157.651 sbarchi è del 2023, primo anno pieno del Governo Meloni. Il calo successivo e il meno 55% rispetto allo stesso periodo del 2025 sono numeri reali, se confermati dai dati ufficiali, ma vengono dopo un’impennata avvenuta sotto la stessa maggioranza che oggi chiede al sindaco di “controllare i numeri”. E l’argomento dei “quindici anni” di errori altrui, dopo quattro di governo nazionale, regge sempre meno come alibi.
Si critica l’amministrazione comunale quando non si fa nulla a Monastir e manco si nomina il prefetto di Cagliari.
C’è poi una questione di opportunità e doppio standard. Dov’era FdI quando a Monastir, tra hotspot e CAS, la situazione era descritta, dagli stessi sindacati di polizia, come fuori controllo, con le forze dell’ordine sotto pressione e i problemi di ordine pubblico per i residenti di Monastir, Sestu e Cagliari? Se gli ospiti del centro vagano per il territorio creando tensioni e problemi di ordine pubblico, di chi è la responsabilità? Della presidente della Municipalità di Pirri, Maria Laura Manca? Del sindaco Massimo Zedda? O del Governo che ha diretta competenza su hotspot, centri di accoglienza e presidio delle forze dell’ordine? E’ colpa del primo cittadino di Cagliari, se a Monastir operano, su una popolazione di oltre 800 ospiti, solo 12 operatori delle forze dell’ordine? E’ colpa della presidente della Municipalità di Pirri se i controlli agli ingressi del Cas di Monastir – in passato operativi per poche ore al giorno nella fascia oraria 18-02 del mattino – sono risibili e non si sa chi entra e chi esce?
Sul punto il comunicato non offre risposte, né annuncia iniziative del partito verso l’Esecutivo di cui fa parte. Quando si dispensavano gli attributi, forse qualcuno era distratto? Eppure, su sicurezza e gestione dei flussi, il centrodestra aveva costruito buona parte della propria credibilità.
Il controcanto sul decoro.
FdI ricorda anche che l’amministrazione Zedda ha cancellato i divieti comunali di accattonaggio e bivacco introdotti dalla giunta precedente, definendo le due questioni “distinte” ma chiedendosi quale idea di sicurezza urbana abbia il sindaco. Un rilievo legittimo sul piano del dibattito locale, che però non risponde alla domanda di fondo: chi, a Roma, ha il compito di gestire gli arrivi e i centri di accoglienza? Chi ha la responsabilità di prevenire la presenza indisturbata di gruppi di giovani algerini – con dotazione di “leppa” in default – nelle diverse piazze dei comuni dell’Hinterland cagliaritano? E’ forse Maria Laura Manca?
La battuta finale.
La chiusa del comunicato dei consiglieri di FdI è affidata all’ironia: “Zedda avrebbe finalmente capito che l’immigrazione incontrollata è un problema, e ora dovrebbe spiegarlo alla sua coalizione”. Con lo stesso tono, però, visto il caso Monastir, c’è chi potrebbe rivolgere la stessa battuta alla maggioranza nazionale: se il problema esiste, e dopo quattro anni è ancora lì, chi deve spiegarlo?
