Identità e Democrazia: “Business dell’utero in affitto durante la guerra in Ucraina”.

“L’Ucraina è una delle principali mete internazionali per la compravendita di bambini mediante utero in affitto. Dato l’attuale conflitto, alcune cliniche come la Biotexcom, si sono trasferite in attesa dell’arrivo dei genitori committenti. Inoltre, su alcune madri surrogate sarebbe stata fatta pressione per proseguire la gravidanza in Paesi più flessibili in merito all’utero in affitto”. E’ quanto dichiarato, in una recente interrogazione parlamentare, da alcuni deputati del gruppo ID al Parlamento europeo*.

“In tutti i paesi dell’UE – ricordano i 4 eurodeputati – la pratica commerciale della maternità surrogata non è permessa e il Parlamento europeo l’ha recentemente definita “un fenomeno globale che espone le donne di tutto il mondo allo sfruttamento e alla tratta di esseri umani”. Pertanto, è presumibile che queste madri surrogate stiano incontrando pressioni da parte delle cliniche e dei committenti per evitare di rifugiarsi nell’UE. Addirittura, in caso di mancata “consegna” del “prodotto”, per contratto le si potrebbe costringere a pagare eventuali penali”.

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Da qui la risposta della Commissione europea, formalizzata attraverso l’intervento del Commissario Didier Reynders: “l Consiglio ha attivato la direttiva sulla protezione temporanea offendo protezione immediata a tutti i cittadini ucraini e ai cittadini di Paesi terzi che risiedono permanentemente in Ucraina. Le donne in gravidanza e i neonati che fuggono dalla guerra in Ucraina hanno pari diritto alla piena protezione, indipendentemente dal fatto che esista o meno un contratto di maternità surrogata”.

“La maternità surrogata – ricorda Reynders – non è esplicitamente disciplinata dal diritto dell’UE e rientra nelle competenze esclusive dei singoli Stati membri. Per quanto riguarda le questioni di diritto internazionale privato in merito alla maternità surrogata, si attende una relazione completa nel contesto della Conferenza dell’Aia di diritto
internazionale privato, in programma nel 2023
. Qualsiasi lavoro a riguardo non va inteso come un sostegno o un’opposizione alla maternità surrogata. La Commissione sta attualmente svolgendo lavori preparatori per un’iniziativa sul riconoscimento della genitorialità tra gli Stati membri, che potrebbe includere anche questioni di diritto internazionale privato relative alla maternità surrogata”.

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* Simona Baldassarre (ID), Elena Lizzi (ID), Stefania Zambelli (ID), Alessandro Panza (ID), Isabella Tovaglieri (ID) .

foto Parlamento europeo europarl.europa.eu