Giovani europei tra casa, stress e incertezza: solo uno su quattro giudica alta la qualità della propria vita
Una generazione che guarda al futuro con apprensione, schiacciata da difficoltà economiche, incertezza abitativa e un benessere psicofisico sempre più fragile. È il quadro che emerge da un’indagine internazionale di AstraRicerche condotta su oltre 2mila giovani tra i 18 e i 34 anni in Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito. Soltanto il 24,8% giudica alta o molto alta la qualità della propria vita, mentre il 21,4%, oltre uno su cinque, la considera bassa o molto bassa.
A pesare, più del presente, sono le prospettive. Il 64,3% degli intervistati teme di non riuscire ad accedere a un’abitazione adeguata alle proprie esigenze, e la percentuale sale al 73% in Italia e in Spagna: è la principale preoccupazione personale dei giovani europei. Seguono il benessere mentale, che inquieta il 62,3% (con picchi del 74% in Spagna e del 63% in Italia), l’incertezza economica personale (61,7%) e l’instabilità lavorativa (57,1%). Quest’ultima è avvertita soprattutto dai più giovani: tocca il 63% tra i 18 e i 25 anni, contro il 53% della fascia 26-34.
Le difficoltà si riflettono nella vita quotidiana. Più della metà dei giovani europei (55,2%) si dice stressata o sotto pressione, con un picco del 61% in Italia. Il 50,5% dichiara di dormire poco o male, il 47,6% di avere meno tempo libero di quanto vorrebbe. Il 40,7% ha un rapporto negativo o difficile con il proprio corpo e il 39,4% riferisce di sentirsi spesso solo o isolato.
Le differenze tra donne e uomini sono marcate. Si sente stressato il 61% delle donne contro il 49% degli uomini, e un rapporto difficile con il proprio corpo riguarda il 47% delle giovani donne contro il 34% dei coetanei maschi. Tra i 18 e i 25 anni oltre una ragazza su due (53%) dichiara un rapporto problematico con la propria fisicità. Anche sulla qualità della vita la distanza si vede: la giudica alta o molto alta il 22% delle donne e il 28% degli uomini.
Potrebbe, forse, aiutare a risolvere i tanti problemi esistenziali dei giovani d’oggi iniziare a pensare a una esistenza meno condizionata dai social, dall’omologazione – per esempio – del “facile tatuaggio” per sembrare più “duri e personaggi” (sembra ormai di vivere in una Europa tribale) e, magari, spingersi a domandarsi quotidianamente sull’importanza della conoscenza dei processi che stanno alla base del cosiddetto “malcontento” della Generazione Alpha e Gen Z – a partire da dove vanno a finire le risorse pubbliche, come funziona il processo politico-lobbystico all’origine delle proposte di legge, degli emendamenti in finanziaria, le variazioni di bilancio nei comuni, ecc. ecc. – e smettere di cercare le colpe nel prossimo.
Foto di Nino Souza Nino da Pixabay.com
