Energia, il Consiglio regionale è decisamente poco “illuminante”.

La politica regionale si conferma anche oggi poco tempestiva e “sul pezzo” rispetto alla necessaria azione chiesta a gran voce da famiglie, imprese ed enti locali, sempre più in balia dei rincari energetici e dell’inflazione galoppante. Conferma arrivata oggi dalla lettura degli interventi dei consiglieri in Consiglio regionale: Aula sempre meno capace di tutelare gli interessi dei/delle sardi/e e di dare priorità ad un seppur minimo principio di servizio pubblico.

In un periodo dove risultano in aumento povertà e criticità per gli/le imprenditori/trici sardi/e, nella tranquilla “assise regionale” tutto segue una sua logica, fondata sulla intempestività e sulla “polemichette” dal bassissimo tenore istituzionale.

Tra interruzioni per consentire lo svolgimento di Conferenze dei Capigruppo (momenti decisamente di alta politica), votazioni per il rinnovo degli organi interni (oggi è stato eletto Gianfilippo Sechi in sostituzione dello scomparso Giorgio Oppi), richieste (legittime) per l’accesso agli atti di indirizzo delle Asl sarde e sullo stato della nomina dei garanti dei minori e dei detenuti, la discussione sul tema energetico nell’Isola continua, ancora una volta, a risentirne, con buona pace per famiglie, imprese ed enti locali.

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Ma nel “framework” della politica locale, come rilevato in particolare in questi ultimi 3 anni, è difficile trovare valide argomentazioni e qualità all’interno del processo di produzione legislativa. Non sorprende la constatazione di un’altra inutile seduta del Consiglio, decisamente superflua nonostante l’importanza del tema all’ordine del giorno, la discussione generale sulle “disposizioni in materia di energia e modifiche alla legge regionale 9 del 2006”.

Topic, come prevedibile, finito nel tritacarne dell’alterco politico, con buona pace di ciò che sta avvenendo fuori dal Consiglio, nel più composto (fino a quando?) silenzio della comunità locale.

“Lo scopo della legge – per Piero Maieli, relatore di maggioranza – è dotare i Comuni e le Unioni di comuni di strumenti energetici alternativi al combustibile fossile, per liberarci dai consumi di non rinnovabili. Pensiamo innanzitutto agli edifici pubblici e alle scuole per arrivare un domani anche rifornire anche le famiglie di energia alternativa. Un emendamento di oggi, a firma anche mia, prevede 14 milioni nel biennio 2023 – 2024 e spero che l’Aula licenzi questa legge all’unanimità”.

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Botta e risposta dall’opposione con Piero Comandini del Partito Democratico: “Questo testo è di iniziativa della Giunta quanto dei gruppi dell’opposizione, che l’hanno presentato tre anni fa. Lo scopo di queste norme è risolvere alcuni problemi amministrativi delle comunità energetiche ma siamo già in ritardo rispetto ad altre regioni italiane che hanno già costituito il reddito energetico e le comunità energetiche, che il Comune di Porto Torres ha istituito per primo in Italia. I ritardi accumulati sino a oggi dalla Giunta, che manca totalmente di una politica energetica, hanno provocato un vero danno ai sardi. Ci auguriamo uno spegnimento della luce sulla vostra maggioranza sardo leghista che così male ha governato”.

Parere condiviso da Maria Laura Orrù: “La maggioranza sta cercando di inserire due articoli, il 17 e il 18, che davvero non c’entrano nulla e siamo nel bel mezzo di una crisi energetica che ancora non è arrivata al suo apice. Il gas naturale è decuplicato nell’ultimo anno e voi sostenere la rete del gas: siete fermi, avete perso tempo e i cittadini e le imprese non sanno più che fare. Anche Terna dice chiaramente che “in Sardegna possiamo fare a meno del gas”, considerato che la Regione ha potestà legislativa in materia. Va benissimo il testo sulle comunità energetiche, anche se in molto ritardo”.

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Giuseppe Meloni, sempre per l’opposizione, ha poi chiesto lumi sul parere del Cal (Comitato autonomie locali), seguito da Francesco Agus (Progressisti) secondo il quale “dopo tre mesi di inattività totale è incredibile che ancora non ci sia questo parere” ed Eugenio Lai (LeU), per il quale è “più utile aggiornarci al pomeriggio, in modo da consentire al Cal di terminare il parere”.

Favorevole alla proposta anche il capogruppo del Psd’Az, Franco Mula, che ha chiesto di “completare almeno la discussione generale”.

Infine, sulla base di quanto emerso dal dibattito, è stata sospesa la seduta, indicando la ripresa dei lavori (a causa di una riunione programmata per le 15.00 del gruppo di Forza Italia) per le 16:00.

Prendiamocela calma, d’altronde c’è solo “un po’ di disagio” fuori dalle porte di via Roma!