20 Settembre 2026
Politica

Elezioni in Germania: Berlino e Meclemburgo-Pomerania al voto

Oggi i tedeschi tornano alle urne in due appuntamenti che vengono letti come un altro test sulla tenuta del governo del cancelliere Friedrich Merz e sull’onda lunga dell’estrema destra nel Paese.

Berlino: la Linke punta al primo sindaco socialista.

Circa 2,4 milioni di berlinesi sono chiamati a rinnovare la Camera dei Rappresentanti cittadina, con i seggi aperti dalle 8 alle 18 (ora locale). Per la prima volta potranno votare anche i sedicenni e diciassettenni.

Secondo l’ultimo sondaggio dell’emittente pubblica ZDF, la Linke guida con il 22%, due punti sopra la CDU del cancelliere Merz; segue l’AfD al 18%, i Verdi al 15%, i socialdemocratici (SPD) al 12% e l’Alleanza Sahra Wagenknecht al 4%, sotto la soglia di sbarramento del 5%.

La candidata della Linke, Elif Eralp, potrebbe diventare la prima sindaca socialista della capitale tedesca e la prima con un passato migratorio. La sua campagna ha puntato su affitti, trasporti pubblici cari e raccolta rifiuti inefficiente: propone di limitare al 1% annuo gli aumenti degli affitti negli immobili comunali e di costruire 7.500 alloggi pubblici l’anno, oltre a rilanciare l’idea di una municipalizzazione delle grandi società immobiliari private.

Il suo principale sfidante è Stefan Evers (CDU), che ha incentrato la campagna sulla sicurezza, definendo la Linke un “rischio per la sicurezza” per le sue posizioni su polizia e servizi di intelligence interna. La candidata dell’AfD, Kristin Brinker, ha invece fatto dell’immigrazione il tema centrale, chiedendo lo stop immediato all’accoglienza di richiedenti asilo ed espulsioni più rapide.

Un altro punto di scontro tra Eralp ed Evers ha riguardato le manifestazioni pro-palestinesi, represse duramente dalla polizia berlinese negli ultimi anni: Eralp ha condannato le violenze di piazza pur criticando duramente l’operato del governo Netanyahu a Gaza, respingendo al contempo le accuse di ambiguità sull’antisemitismo rivolte al suo partito.

Nessuna forza politica è data per maggioranza assoluta. Se dovesse prevalere la Linke, lo scenario più probabile sarebbe una coalizione con Verdi e SPD, con il leader verde Werner Graf che ha già aperto all’ipotesi. Se invece a vincere fosse la CDU, l’alternativa sarebbe un’alleanza a tre con SPD e Verdi; il candidato socialdemocratico Steffen Krach ha evitato di sbilanciarsi durante la campagna. L’AfD, data in forte crescita rispetto al 2023, resta comunque isolata: tutti gli altri partiti escludono ogni collaborazione.

Meclemburgo-Pomerania: testa a testa tra SPD e AfD.

Nello Stato orientale, circa 1,3 milioni di aventi diritto (anche qui con debutto al voto dei sedicenni) eleggeranno oggi il nuovo parlamento regionale. Il sondaggio ZDF assegna all’SPD della premier uscente Manuela Schwesig il 37%, con l’AfD al 36%: un margine minimo, dopo mesi in cui l’estrema destra era risultata in vantaggio. Seguono la Linke al 9%, la CDU al 6% (appena sopra la soglia di sbarramento), i Verdi al 5% e il BSW al 4%; un quinto degli intervistati si dichiara ancora indeciso.

Il voto, che arriva due settimane dopo il risultato record dell’AfD in Sassonia-Anhalt (43,8%), sarà osservato per capire se quella spinta si confermerà anche in un’altra regione dell’ex Germania Est.

Schwesig, premier dal 2017 e reduce dal 39,6% ottenuto nel 2021, ha costruito la campagna sulla necessità di impedire una vittoria dell’AfD, evocando il rischio di consegnare il potere agli “estremisti”. Il suo sfidante, l’eurodeputato ed economista di partito Leif-Erik Holm, ha attaccato invece 28 anni di governo socialdemocratico definendoli un “record disastroso”, proponendo tra l’altro lo stop agli arrivi, i cosiddetti “rimpatri di massa” dei rifugiati siriani, una polizia di frontiera regionale, nuovi centri di detenzione per l’espulsione e un allentamento delle norme sul possesso d’armi, oltre al ritorno al nucleare e all’abolizione della carbon tax.

Anche qui nessun partito è dato in maggioranza assoluta. Se la SPD dovesse restare in testa, un rinnovo dell’alleanza con la sola Linke non basterebbe: servirebbe l’ingresso dei Verdi per una coalizione a tre che resta lo scenario più accreditato. In caso di sorpasso dell’AfD, la strada verso il governo resterebbe comunque sbarrata: SPD, CDU, Verdi e Linke hanno tutti ribadito il proprio “cordone sanitario” nei confronti del partito di estrema destra, mentre il BSW si è detto disponibile a trattare solo a condizione che alla guida del governo ci sia una figura indipendente, non di partito.

E poi c’è Merz.

Per il cancelliere Merz la doppia tornata elettorale rappresenta un banco di prova cruciale, dopo una serie di risultati negativi per la CDU. Il partito conservatore rischia in Meclemburgo-Pomerania di restare per la prima volta dalla riunificazione fuori dal parlamento regionale, e anche superando la soglia difficilmente andrebbe oltre il peggior risultato postbellico in uno Stato dove aveva vinto nel 1990 e nel 1994.

foto https://www.president.gov.ua/