Disordini di piazza, 60 perquisizioni in 23 città. A Cagliari sequestrata una pistola a salve senza tappo rosso
Circa 60 persone perquisite in 23 città italiane. È il bilancio dell’operazione condotta dalla Polizia di Stato, con Digos e Polizia postale, su delega dell’Autorità Giudiziaria e anche d’iniziativa, nei confronti di soggetti che nelle chat e sulle piattaforme social avrebbero incitato a compiere violenze durante le recenti manifestazioni di piazza.
Tra le città coinvolte c’è anche Cagliari, l’unica del territorio sardo nell’elenco. Il materiale sequestrato nel capoluogo è un solo oggetto: una pistola a salve priva del tappo rosso. Il dettaglio non è secondario, perché il tappo rosso è il segno che distingue le riproduzioni e le armi giocattolo dalle armi vere, e la sua assenza rende l’oggetto facilmente scambiabile per una pistola autentica. La nota della Polizia non fornisce altre informazioni sul sequestro cagliaritano, né sul numero di persone perquisite in città né sul loro ruolo.
L’operazione ha toccato Ancona, Avellino, Bari, Bergamo, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, La Spezia, Messina, Monza, Napoli, Novara, Parma, Perugia, Ravenna, Reggio Emilia, Roma, Siracusa, Torino, Trieste e Verona, oltre a Cagliari.
Il quadro complessivo dei sequestri comprende 5 repliche di pistola, un coltello rudimentale, un frangivetro, altri oggetti contundenti, abiti e oggetti idonei al travisamento e 11 telefoni cellulari ritenuti di interesse investigativo. Il materiale più consistente è emerso a Messina: due pistole a salve, un frangivetro, un fumogeno, un mefisto, un’asta e una mazza da baseball.
A Bergamo gli agenti hanno trovato una replica a pallini di una Beretta 92 FS, una pinza in acciaio, un coltello rudimentale, tre telefoni, gli abiti indossati durante i disordini del 17 ottobre e maschere di plastica. A Parma è stata sequestrata una pistola giocattolo con colpi a salve. A Torino sono finiti sotto sequestro abiti sottratti durante i saccheggi nei negozi e alcuni cellulari. A Bologna due telefoni contenevano filmati degli scontri del 24 ottobre, mentre a Brescia sono stati requisiti gli abiti indossati durante i disordini.
