Diritti dei passeggeri aerei, l’UE trova l’accordo dopo 10 anni: ma restano dubbi sulle nuove regole
Dopo oltre un decennio di trattative, Parlamento europeo e Consiglio dell’UE hanno raggiunto un’intesa sulla revisione del Regolamento 261/2004, la normativa che disciplina i diritti dei passeggeri aerei in caso di disservizi. Un traguardo atteso fin dal 2013, quando la revisione era stata avviata, ma che secondo le associazioni dei consumatori lascia ancora aperti diversi nodi sull’effettiva tutela dei viaggiatori.
Il primo elemento che le organizzazioni di settore registrano con sollievo riguarda le soglie minime di ritardo che danno diritto al risarcimento. Il Consiglio dell’UE aveva proposto di innalzarle a quattro ore per i voli più brevi e sei per quelli più lunghi, contro le attuali tre e cinque ore. Una modifica che, secondo le stime di Altroconsumo e delle organizzazioni del gruppo Euroconsumers, avrebbe escluso dal risarcimento l’85% dei passeggeri colpiti da ritardo. Le soglie attuali sono invece state mantenute, recependo le richieste avanzate dalle associazioni dei consumatori in un documento di osservazioni diffuso circa un anno fa.
Cambio nome gratuito e più assistenza ai passeggeri vulnerabili.
Tra le novità positive dell’accordo preliminare figura l’abolizione dei costi per la modifica del nominativo sul biglietto, finora spesso a pagamento, e la rinuncia all’obbligo di biglietto digitale tramite app della compagnia aerea. Si rafforzano inoltre le tutele per i passeggeri più vulnerabili: è previsto il posto garantito accanto a un accompagnatore per i minori di 14 anni, le donne in gravidanza e le persone con disabilità.
Il nuovo testo introduce anche un elenco di circostanze eccezionali pensato per chiarire in quali casi le compagnie aeree possono essere esonerate dal risarcimento. Una lista che, però, non è esaustiva, lasciando aperti margini di incertezza interpretativa.
Il nodo del bagaglio a mano.
Il punto più controverso riguarda le nuove regole sul bagaglio a mano. L’accordo prevede che il prezzo del biglietto debba includere di default il bagaglio a mano, una misura che dovrebbe favorire trasparenza e confrontabilità tra le offerte. Allo stesso tempo, però, alle compagnie aeree resterà la possibilità di mostrare ai passeggeri anche il prezzo del biglietto senza bagaglio a mano.
Una clausola che rischia di svuotare di significato la novità: ciò che dovrebbe configurarsi come un diritto gratuito potrebbe finire per essere percepito solo come un costo già incluso nel prezzo iniziale, trasformandosi di fatto in un servizio accessorio. Il timore delle associazioni dei consumatori è che questo meccanismo spinga le compagnie, soprattutto quelle low cost, a far lievitare i prezzi delle tariffe complete e a continuare a proporre tariffe base più economiche ma senza trolley, perpetuando così la pratica dei supplementi sul bagaglio.
Le prossime tappe.
L’approvazione formale e definitiva dell’accordo da parte di Parlamento europeo e Consiglio è prevista per luglio, mentre l’entrata in vigore delle nuove norme è attesa nella seconda metà del 2027. Altroconsumo, in coordinamento con le altre organizzazioni del gruppo Euroconsumers, ha annunciato che continuerà a seguire l’iter legislativo e l’attuazione delle nuove disposizioni, per valutarne gli effetti concreti sui passeggeri.
