Cultura e dialogo, a Stintino il convegno internazionale “Dialogando”.

“La cultura è un collante che unisce i popoli, consente l’espressione delle proprie identità ed è fondamentale come educazione, ha un ruolo nella costruzione della pace e della comprensione tra individui e comunità”. In estrema sintesi questo il concetto espresso da Anna Paolini, direttrice dell’ufficio Unesco nei Caraibi, intervenuta a Stintino nel corso dei lavori del convegno internazionale Dialogando, svoltosi al Mut. 

L’appuntamento, arrivato alla settima edizione, ha messo al centro della giornata temi quali il dialogo interreligioso, il ruolo della cultura nella costruzione della pace e, ancora, la lotta al linguaggio d’odio, la violenza di genere e le parole violente nei social e nei media.

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Cinque le sessioni che hanno animato il convegno stintinese e che hanno messo a confronto esponenti religiosi, diplomatici, politici, accademici, rappresentanti di associazioni di volontariato, giornalisti.

“Il peace building – ha aggiunto Anna Paolini – è prevenire il rischio che situazioni di conflitto si ripetano. Situazioni che nascono dal non conoscersi abbastanza e dalla mancanza di dialogo”. “La guerra inizia nella mente degli uomini ed è nella mente dell’uomo che dobbiamo cominciare a costruire la pace”.

L’importanza del dialogo è stata poi sottolineata dall’arcivescovo di Damasco, Youhanna Jihad Battah: “Il dialogo interreligioso è difficile e l’uomo vede come un nemico quello che non conosce. Se per conoscere un paese bisogna visitarlo, per conoscere una religione bisogna ascoltarla e dialogare”.

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Nel suo intervento Diplomazia interculturale: diplomazia 3.0, il vicedirettore per i Paesi dell’Africa subsahariana del Ministero degli Affari Esteri e della cooperazione internazionale, Fabrizio Lobasso, ha sottolineato come “un Paese che ha relazioni politiche, commerciali, culturali di cooperazione allo sviluppo deve incontrare il suo partner su piani più profondi, i valori”.

Da segnalare la partecipazione dell’ambasciatrice della Repubblica dell’Angola Maria de Fatima Domingas Monteiro Jardin, dell’ambasciatore della Repubblica di Macedonia del Nord in Italia Vesel Memedi quindi di Aziz Polozhani, rettore emerito dell’Università di Skopje in Macedonia.

Il convegno è proseguito poi con il dibattito sull’hate speech, durante la quale si è parlato di stereotipi, pregiudizi e della violenza maschile contro le donne.

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“Questa edizione – ha detto Antonio Diana, presidente dell’associazione Il Tempo della Memoria – dimostra come attraverso il dialogo siamo riusciti nel tempo a mettere attorno a un tavolo i rappresentanti di stati, di religioni e di associazioni che si sono incontrati per trovare un punto di incontro e che hanno fatto capire che le religioni e le diversità tra popoli sono elementi di positività e potenzialità”.