COP26: rafforzare le ambizioni globali per ottenere risultati.

Tutti i paesi del G20 dovrebbero raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e andrebbero investiti almeno 100 miliardi all’anno in finanziamenti sul clima nei Paesi in via di sviluppo. E’ quanto chiesto dal Parlamento europeo per la lotta al cambiamento climatico.

Nel testo della risoluzione – approvato con 527 voti favorevoli, 134 contrari e 35 astensioni – i deputati hanno manifestato la propria preoccupazione per il fatto che gli obiettivi nazionali annunciati a Parigi nel 2015 porterebbero a un livello di riscaldamento ben al di sopra dei tre gradi entro il 2100 (rispetto ai livelli preindustriali).

Inoltre, sostengono che l’UE debba rimanere il leader mondiale nella lotta contro il cambiamento climatico e che lavoreranno per garantire che il pacchetto climatico dell’UE “Fit for 55” sia pienamente in linea con l’accordo di Parigi.

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Tutte le sovvenzioni dirette e indirette ai combustibili fossili dovranno inoltre essere gradualmente eliminate nell’UE entro il 2025 e chiedono a tutti gli altri Paesi di adottare misure simili. Per accelerare il ritmo dell’azione climatica, l’UE dovrebbe sostituire l’attuale piano decennale con un calendario quinquennale per tutti i Paesi membri.

Tutte le nazioni del G20, per gli eurodeputati, dovrebbero assumere una leadership globale e impegnarsi a raggiungere la neutralità climatica entro e non oltre il 2050.

I deputati accolgono con favore il rientro degli Stati Uniti nell’accordo di Parigi e l’impegno del Presidente Joe Biden a dimezzare le emissioni di gas serra degli Stati Uniti entro il 2030 (rispetto al 2005), e si aspettano che per raggiungere questo obiettivo siano messe in campo misure politiche concrete e finanziamenti adeguati.

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Nonostante i deputati riconoscano la volontà della Cina di essere un partner costruttivo nei negoziati globali sul clima, rimangono preoccupati per la dipendenza del paese dal carbone. La Cina dovrebbe aumentare il suo livello di ambizione e i suoi obiettivi climatici dovrebbero coprire tutte le emissioni di gas serra, non solo le emissioni di anidride carbonica.

foto Pierluigi Dessi/Fondo Ambiente Italiano