14 Ottobre 2026
Politica

Consulenze in Regione, Sorgia attacca Todde: “Una beffa per i veri tecnici del PNRR”

L’affondo di Beppe Grillo sulle “consulenze d’oro” in Regione ha aperto un caso che continua a far discutere. Ad entrare nel merito, oggi, è Alessandro Sorgia, che parla di “un vaso di Pandora scoperchiato” e attacca la presidente Alessandra Todde per la replica data alle accuse: “Una risposta del tutto inadeguata, arrampicandosi sugli specchi per giustificare l’ingiustificabile“.

Secondo Sorgia, al di là delle polemiche interne al campo politico della governatrice, il problema è un altro: “Questa gestione è uno schiaffo in faccia a chi in Sardegna lavora davvero”. Il riferimento è ai circa 200 funzionari ad alta specializzazione, con profili FT, FG e FP, che in 93 enti locali sardi garantiscono l’attuazione dei progetti del PNRR. “Mentre la Presidente cerca scuse per distribuire incarichi fiduciari a pioggia”, sostiene l’esponente politico, “la sua Giunta dimentica questi professionisti”.

Il nodo, per Sorgia, è anche economico. “Questi veri professionisti costano molto meno dei consulenti scelti dalla Presidente (7,6 milioni di euro annui) e, soprattutto, potrebbero essere assunti dalla Regione a costo zero, coprendo la spesa integralmente con i fondi europei (FSE+)”. Invece, denuncia, “vengono lasciati nel precariato, mettendo a rischio il futuro e le opere dei nostri Comuni”.

A sostegno della sua tesi, Sorgia cita i dati ufficiali di Amministrazione Trasparente, che mettono a confronto le due ultime legislature: Giunta Solinas (2021-2023): 23 persone coinvolte, 29 incarichi conferiti, costo annuo di 3,2 milioni di euro. Giunta Todde (2024-2026): 98 persone coinvolte, 111 incarichi conferiti, costo annuo salito a 8,7 milioni di euro.

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Consulenze Solinas Todde a confronto elaborazione Sardegnagol

“Nomine quadruplicate e costi quasi triplicati per i consulenti”, sottolinea Sorgia, “mentre ai veri lavoratori del PNRR vengono negate le stabilizzazioni”. E chiude con un messaggio diretto alla Giunta: “I sardi meritano trasparenza e competenza, non lo sperpero di 8,7 milioni di euro all’anno per “gli amici degli amici”.

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