Confindustria, Carlo Bonomi: “Incarico a Draghi scelta giusta”.

“Ci siamo trovati di fronte a una situazione sconcertante. E proprio nel cuore di una crisi gravissima. Mi ritrovo perfettamente nelle parole del Presidente della Repubblica. Stiamo vivendo tre emergenze contemporaneamente: sanitaria, sociale ed economica. L’incarico a Draghi mi è sembrato una scelta saggia”.

Con queste parole il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi ha commentato l’incarico che il Presidente Mattarella ha affidato a Mario Draghi per formare un nuovo governo e superare la crisi politica che sta investendo l’Italia in questi giorni.

Secondo Bonomi, Draghi “ha le qualità che da tempo auspicavo: una persona seria, competente, autorevole ed efficace. Alla politica noi abbiamo sempre chiesto un metodo di lavoro. Abbiamo sperato di poterci confrontare con persone serie, autorevoli, competenti” – ha aggiunto il Presidente.

Nel corso dell’intervista rilasciata a ‘La Stampa’, Bonomi è tornato sui temi del Recovery Fund e dell’importante ruolo svolto dal Ministero dell’Economia e delle finanze in questa delicatissima partita.

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“Di fronte allo spettacolo di totale caos che stavano dando i partiti, ho richiamato la necessità di difendere l’importanza del Mef. Ho personalizzato la questione con il nome del Ministro perché i partiti avevano aggirato il Mef anche nell’impostazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Sono rimasto sorpreso dalle reazioni a queste mie affermazioni. Sono state scambiate per un sostegno a parti della maggioranza che Confindustria e io per primo non abbiamo mai fatto”.

Tra le riforme necessarie all’Italia il presidente di Confindustria ha ricordato il fallimento del Reddito di Cittadinanza, affermando che “abbiamo sempre pensato fosse necessario combattere la povertà ma è sotto gli occhi di tutti che il reddito di cittadinanza come strumento per favorire la ricerca di un lavoro ha fallito”, mentre su Quota 100 ha ricordato l’avvertimento dell’associazione di categoria al Governo, rimasto, però, inascoltato: “Abbiamo avvertito che Quota 100 avrebbe creato problemi di sostenibilità del debito pubblico e aggravato l’ingiustizia verso i più giovani. L’idea che pensionando in anticipo i più anziani si creassero nuovi posti di lavoro non è fattibile”.

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“Dobbiamo cambiare la filosofia, come quella che impedisce la formazione a chi si trova in cassa integrazione”.

Nel corso dell’intervista su ‘La Stampa’ Bonomi è tornato anche sul blocco dei licenziamenti: “All’inizio della pandemia eravamo in emergenza ed era naturale adottare un intervento di natura emergenziale come il blocco, che peraltro non è stato adottato in nessun altro Paese occidentale. E nonostante il blocco dall’inizio della pandemia abbiamo comunque perso oltre 600 mila posti di lavoro. Nessuno vuole fare macelleria sociale. Dobbiamo invece graduare l’uscita dal blocco prolungando la cassa Covid per le aziende in gravi difficoltà ma togliendo i vincoli alle altre. Unendo nuovi ammortizzatori e nuove politiche entrambi volti all’occupabilità.

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Critiche del numero uno di Confindustria anche sul documento per il Recovery elaborato dall’Esecutivo Conte, considerato come ‘documento completamente da riscrivere’ vista l’assenza di obiettivi precisi sulle riforme essenziali e sulla responsabilità nella gestione dei fondi: “Senza ristrutturare a fondo la nostra pubblica amministrazione non riusciremo mai a spendere 200 miliardi di euro in 6 anni. In media ce ne mettiamo 15 a realizzare le opere di valore superiore ai 100 milioni. Dobbiamo riformare pubblica amministrazione, giustizia e lavoro. A cui si aggiunge la necessità di una importante revisione dell’impianto fiscale italiano”.

Il presidente Bonomi ha, infine, rivolto un appello alle forze politiche: “I partiti devono valutare con attenzione quali sono i reali interessi del Paese. devono guardare all’unità del Paese come ha detto Draghi accettando l’incarico”.

Foto Confindustria