Coldiretti: “La gestione della dermatite bovina è insostenibile”
La pazienza è finita per Coldiretti Sardegna. Sono oltre 15 mesi che gli allevatori sardi convivono con le restrizioni e i blocchi delle movimentazioni dei bovini. “Dopo aver fatto enormi sacrifici e accettato ogni prescrizione delle autorità politiche e sanitarie, dopo essersi messi a disposizione della campagna vaccinale fidandosi delle indicazioni delle autorità sanitarie arrivando a vaccinare il 98% degli allevamenti e circa il 97% dei bovini e dopo aver rispettato tutto quello che è stato chiesto loro, oggi gli allevatori dicono basta”, spiegano dall’associazione di categoria.
Motivi alla base della prossima mobilitazione del mondo dell’allevamento bovino sardo, in programma venerdì 25 settembre a Olbia al porto Isola Bianca.
“Apprendiamo, poi, con forte preoccupazione le notizie emerse dalla comunicazione dell’assessorato regionale dell’Agricoltura, a seguito dell’incontro a Roma sulla conferma della zona di sorveglianza di 20 chilometri. Una decisione che alimenta ulteriormente l’incertezza e le difficoltà per gli allevatori e che rende ancora più urgente una svolta nella gestione dell’emergenza”.
“Ecco perché Chiediamo il declassamento della malattia e una riduzione della zona di protezione, affinché le restrizioni siano proporzionate all’attuale situazione epidemiologica e non continuino a penalizzare indistintamente gli allevamenti sardi. La Sardegna ha dimostrato di aver fatto la propria parte, con una copertura vaccinale elevatissima e il rispetto delle prescrizioni sanitarie”, si legge nella nota.
Nel frattempo, però, il conto dell’emergenza continua a ricadere sulle aziende. Gli allevatori, infatti, sono costretti a sostenere per mesi i costi per alimentare e mantenere in vita animali che non possono essere movimentati, con spese che aumentano giorno dopo giorno e senza la possibilità di programmare normalmente l’attività aziendale.
