Christian Solinas: “No alle scorie nucleari in Sardegna”.

“Lo Stato rispetti la volontà del Consiglio Regionale della Sardegna e l’esito del referendum del 2011: il “no” del popolo sardo alle scorie nucleari sul nostro territorio è irrevocabile. La Sardegna ha già pagato, e continua a pagare, alti tributi alla solidarietà nazionale”.

Lo ha ribadito oggi, nel corso di un seminario della Sogin, il Presidente della Regione Christian Solinas, in merito all’ipotesi di stoccaggio di scorie nucleari in 14 siti del nostro territorio regionale.

“Nel 2011, in occasione del referendum, oltre il 97% del popolo sardo votò contro la localizzazione delle scorie sull’isola. Anche il Consiglio Regionale, in diverse fasi, si è pronunciato in modo nettamente contrario. La Sardegna – prosegue il Presidente Solinas -, ospita più della metà delle servitù militari presenti in Italia, circa il 65%, a danno della valorizzazione del territorio isolano. E in base ai Trattati costitutivi dell’Unione Europea, i territori insulari andrebbero supportati ed aiutati, in quanto oggettivamente svantaggiati rispetto agli altri sotto alcuni aspetti. È anche per questo che l’eventuale collocazione del Deposito sull’isola apparirebbe come l’ennesimo e irragionevole sacrificio imposto al territorio, che già sopporta un carico superiore a quello di qualsiasi altra regione d’Italia”.

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Il Governatore ha poi ricordato altre specifiche tecniche a supporto della inidoneità dell’Isola, a partire dalla “pericolosità del trasporto marittimo” e “dell’esborso economico che comporterebbe la realizzazione delle infrastrutture portuali necessarie (oggi non presenti)” e, infine, “l’acquisizione della disponibilità dei mezzi di trasporto occorrenti”.

Ancora, ricorda Solinas, nessuna area tra quelle individuate è in grado di garantire le esigenze di isolamento da infrastrutture antropiche e da attività umane. Aree, inoltre, che presenterebbero un alto rischio idrogeologico.

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