18 Luglio 2026
Sardegna

Carburanti alle stelle: aumenti nonostante stoccaggi consistenti.

Trenta centesimi di aumento al litro da un giorno all’altro. Non in un contesto di scorte esaurite o di forniture bloccate, ma in presenza di stoccaggi consistenti. È questo il dato che ha acceso i riflettori sul mercato dei carburanti in Italia, spingendo le associazioni dei consumatori a chiedersi se quello in corso sia un normale fenomeno inflazionistico legato alle tensioni in Medio Oriente, oppure qualcosa di più difficile da giustificare.

Inflazione o speculazione?

Il nodo non è solo alla pompa. L’aumento del prezzo del gas, da cui dipende una quota rilevante della produzione elettrica italiana, innesca un effetto domino su beni e servizi, aggravando una crisi sociale che pesa già pesantemente sui bilanci di famiglie e piccole e medie imprese.

I numeri rilevati dal Codacons attraverso l’Osservatorio carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy sono eloquenti. Sulla A21 Torino-Piacenza il gasolio in modalità servito ha già superato i 2,519 euro al litro, con la benzina a 2,389 euro. Sulla A4 Milano-Brescia il diesel si attesta a 2,464 euro, la verde a 2,329 euro. In almeno otto impianti distribuiti lungo le principali arterie autostradali, dalla A1 Milano-Napoli alla A14 Bologna-Bari-Taranto, il gasolio supera i 2,449 euro al litro.

Anche il self service segna cifre mai viste da tempo: sulla A5 si arriva a 2,133 euro al litro, sulla A14 a 2,109 euro.

A preoccupare ulteriormente è il calendario. Con il periodo pasquale alle porte e gli spostamenti in auto destinati ad aumentare, il rischio è che gli italiani si trovino a fare i conti con un’ulteriore stangata. E come ricorda il Codacons, la storia insegna che i prezzi alla pompa salgono rapidamente ma scendono con il contagocce, anche quando il petrolio sui mercati internazionali inverte la rotta.