Canapa industriale, capigruppo: “Presto in Aula il testo unificato”.

Sarà presto discussa in Consiglio regionale la legge sulla coltivazione della canapa industriale. Lo hanno assicurato i capigruppo dell’Assemblea sarda di maggioranza e opposizione al termine dell’incontro con una delegazione dei canapicoltori e dei sindaci che in mattinata hanno manifestato sotto il Palazzo di via Roma a Cagliari per chiedere tempi certi sul varo della norma.

Uno speed up che segue l’odierna manifestazione dei canapicoltori sotto il palazzo del Consiglio. Sigle che hanno ribadito le istanze dei tanti coltivatori sardi, costantemente sotto la lente delle forze dell’ordine e vessati da una normativa che, pur permettendo la coltivazione, risulta essere particolarmente farraginosa per quanto concerne la trasformazione del prodotto canapa. I coltivatori contestano, in particolare, l’interpretazione restrittiva di alcune norme da parte delle Procure sarde – contrariamente a quanto avviene in altre regioni italiane – che hanno fatto scattare nell’Isola numerosi procedimenti penali a carico di decine di coltivatori.

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Si partirà dal testo unificato, frutto di due proposte di legge presentate dal Psd’Az e dal Movimento 5 Stelle, approvato nelle scorse settimane dalla commissione “Attività produttive” con la sola astensione dell’Udc.

Bisognerà, però, coordinare il testo con la normativa nazionale in modo da evitare impugnazioni da parte del Governo, ha ricordato il Presidente del Consiglio regionale, Michele Pais: “Su questo argomento non deve esserci un approccio di carattere ideologico. Siamo consapevoli che si tratta di un settore che sta creando economia e reddito nell’Isola”.  

All’incontro con la delegazione dei coltivatori e sindaci non erano presenti i capigruppo di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Riformatori. Gli altri esponenti della maggioranza hanno però assicurato unità di intenti sulla proposta di legge licenziata senza intoppi dalla Quinta Commissione. A favore anche tutti i capigruppo di opposizione.

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“Il Consiglio – ha ricordato Pais – non potrà in ogni caso incidere sulle norme di carattere penale, né modificare altre leggi nazionali”.