Bielorussia, Josep Borrell: “Secondo anno dalle elezioni ‘fraudolente’ “.

Ricorrerà domani il secondo anniversario delle elezioni presidenziali bielorusse del 9 agosto 2020 definite oggi come “fraudolente” dall’Alto rappresentante, Josep Borrell e che hanno privato “i bielorussi dell’opportunità di scegliere liberamente il proprio futuro”. Uno statement che suona un po’ in ritardo data la presidenza pluridecennale del Presidente Aleksandr Lukashenko, mai interrottasi dal lontano 20 luglio 1994. 

Ma è pur sempre tempo di lezioni democratiche dalle parti dei vertici UE: “In questo giorno – dichiara Borrell rivolgendosi alla popolazione bielorussa – ribadiamo il nostro fermo sostegno alle aspirazioni democratiche e agli sforzi per sostenere il rispetto dei diritti umani fondamentali. Ribadiamo che Aleksandr Lukashenko non ha alcuna legittimità democratica”.

“Due anni fa – forse sarebbe più giusto aggiornare il timing dalle parti dell’Alto rappresentante – il regime di Minsk ha lanciato una massiccia repressione del popolo bielorusso per aver cercato pacificamente un governo democratico. Da allora, il regime ha orchestrato una brutale repressione che è andata continuamente peggiorando. I prigionieri politici – prosegue – sono ora oltre 1200 e questa cifra cresce di giorno in giorno. Molti bielorussi, compresi i rappresentanti dell’opposizione democratica, sono stati costretti a lasciare il Paese per evitare persecuzioni ingiustificate. Il regime ha etichettato molti attivisti per la democrazia come “terroristi”, prendendoli di mira, oltre a minacciarli con la pena di morte. Ha anche intensificato la sua persecuzione contro la comunità polacca”.

Josep Borrell, foto Copyright European Union
Josep Borrell, foto Copyright European Union

“Al contrario – ricorda Borrell – nessuno degli autori di violenze contro la popolazione è stato ritenuto responsabile. Nel febbraio di quest’anno, quando la Russia ha lanciato la sua guerra contro l’Ucraina, il regime di Lukashenko è diventato complice, contro la volontà della stragrande maggioranza del popolo bielorusso, consentendo alla Russia di utilizzare il territorio bielorusso per invadere l’Ucraina, come trampolino di lancio per i suoi missili e garantendo a Mosca pieno supporto politico e logistico.  Non dimenticheremo le vittime del regime di Lukashenko ei suoi crimini passati e presenti”.

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Una dichiarazione che difficilmente potrà agevolare la successiva richiesta dell’Alto Rappresentante: “Chiediamo alle autorità bielorusse di aderire pienamente ai principi della democrazia e dello stato di diritto, rispettare i diritti umani e le libertà fondamentali e agire nel rispetto del diritto internazionale e degli impegni della Bielorussia, anche interrompendo la collaborazione nella guerra di Russia aggressione contro l’Ucraina. Chiediamo il rilascio immediato e incondizionato e la riabilitazione di tutti i prigionieri politici e la cessazione della repressione”.

Nel suo discorso Borrell ha poi riassunto i principali interventi finanziari sostenuti dall’UE per la Bielorussia: “Dall’agosto 2020 l’UE ha impegnato circa 65 milioni di euro a sostegno del popolo bielorusso: vittime della repressione, società civile, media indipendenti, donne, giovani e studenti, piccole imprese, salute e cultura. Siamo pronti a mobilitare il nostro piano globale di sostegno economico da 3 miliardi di euro una volta che si sarà verificata una transizione democratica in Bielorussia. Ciò mostra chiaramente il nostro impegno a lungo termine per la pace, le aspirazioni democratiche e la prosperità del popolo bielorusso”.

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foto Kremlin.ru / Sergey Guneevu