Armi all’Ucraina, ID: “Mancanza di controllo da parte delle autorità occidentali”.

Può la semplice militarizzazione dell’Ucraina e la dotazione del suo esercito di nuove e sofisticate armi rappresentare una giusta scelta per la pace e contrastare l’apertura di nuove problematiche sulla sicurezza internazionale? La risposta è decisamente negativa per l’eurodeputata Dominique Bilde, per la quale “l’eccesso di aiuti militari internazionali all’Ucraina sta diventando una bomba a orologeria” a causa della totale assenza di controllo da parte delle autorità occidentali e ucraine sulla “inesauribile fornitura di armi all’avanguardia”. Armamenti, secondo alcuni, che potrebbero finire direttamente sul mercato nero, piuttosto che essere impiegati contro le forze regolari della Federazione Russa.

“Nel novembre 2022 il presidente nigeriano, Muhammadu Buhari, ha dichiarato che “le armi utilizzate per la guerra tra Ucraina e Russia stanno iniziando a filtrare nella regione del bacino del Lago Ciad”, ha ricordato la Bilde citando un articolo di Newsroom.

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Difficile, però, ricevere una risposta nel merito dalla Commissione UE. A confermarlo la commissaria Ylva Johansson limitatasi a evidenziare quanto già ripetuto migliaia di volte dall’Esecutivo von der Leyen, ovvero che “l’UE sosterrà attivamente il diritto intrinseco di autodifesa dell’Ucraina e continuerà a farlo per tutto il tempo necessario”.

Sul rischio del “riciclaggio” di armi verso altri Paesi la Commissaria ha poi concluso citando le conclusioni di alcune agenzie UE, per le quali non ci sarebbero “indicazioni di traffici di armi da fuoco su larga scala in uscita dall’Ucraina”.

foto Staff Sgt. Simon McTizic