Europa

Armi a lungo raggio: sì a Kiev dall’Amministrazione Trump.

L’Ucraina ha ricevuto dal presidente statunitense Donald Trump il via libera per condurre attacchi a lungo raggio contro la Russia. A rivelarlo è stato Keith Kellogg, inviato speciale della Casa Bianca, intervenuto su Fox News.

Secondo Kellogg, pur avendo l’autorizzazione politica, in più di un’occasione il Pentagono non avrebbe concesso a Kiev l’ok operativo per portare a termine le missioni. “Penso che, dopo aver letto quello che è stato detto, la risposta sia sì. Bisogna usare la capacità di colpire in profondità. Non ci sono punti sicuri”, ha dichiarato Kellog, sottolineando la necessità di intensificare la pressione militare su Mosca. “La decisione finale se l’Ucraina possa condurre attacchi a lungo raggio all’interno della Russia spetta a Trump, caso per caso”, ha osservato ancora Kellogg.

Secondo quanto riferito, la scorsa settimana il presidente Volodymyr Zelensky ha chiesto a Trump di fornire a Kiev missili da crociera a lungo raggio Tomahawk durante un incontro a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Nel frattempo, secondo le stime diffuse il 29 settembre dallo Stato maggiore delle forze armate ucraine, la Russia avrebbe perso circa 1.109.590 soldati dall’inizio del conflitto. “La Russia – ha concluso Kellogg – non sta vincendo questa guerra. Se stesse vincendo, sarebbe a Kiev, a Odessa, oltre il fiume Dnepr”. Un’affermazione che, tuttavia, arriva da un rappresentante di un Paese la cui politica estera è spesso stata segnata da narrazioni controverse e da episodi di disinformazione, dal Vietnam al caso Contras fino all’invasione dell’Iraq. Dichiarazioni che, dunque, vanno accolte con cautela, anche perché fino a poche settimane fa – ad Anchorage – la narrazione ufficiale era ben diversa.

foto https://www.president.gov.ua/