14 Settembre 2026
Europa

Araqchi: “Se il mondo avesse imparato da Srebrenica, oggi non assisteremmo al genocidio a Gaza”.

In occasione del 30º anniversario del genocidio di Srebrenica, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha commemorato le vittime della strage del 1995 in Bosnia-Erzegovina e ha lanciato un duro monito alla comunità internazionale: “Se il mondo avesse davvero fatto tesoro di quella tragedia, oggi non assisteremmo a un altro genocidio, stavolta a Gaza“.

In un messaggio pubblicato sul suo profilo X, Araqchi ha ricordato come, lo scorso anno, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite abbia designato l’11 luglio come Giornata internazionale della memoria del genocidio di Srebrenica. “È un giorno di vergogna per chi fu complice o rimase in silenzio mentre migliaia di musulmani innocenti venivano massacrati”, ha scritto il ministro. Chiaro riferimento all’Amministrazione democratica americana dell’allora presidente Bill Clinton che, secondo tanti “detrattori illuminati”, aspettò troppo tempo per intervenire e porre fine alla mattanza tra croati, serbi e bosgnacchi e portare le tre comunità a siglare gli accordi di Dayton nel novembre del 1995.

Araqchi ha poi espresso il cordoglio dell’Iran per le vittime della strage e la propria solidarietà ai sopravvissuti e alle loro famiglie, sottolineando che l’atrocità commessa in Bosnia (compiuta anche grazie alle tre disonorevoli compagnie olandesi Dutchbat I, II, III che non intervennero durante i massacri) non è rimasta un monito sufficiente per prevenire nuovi crimini contro l’umanità.

Abbas-Araqchi, foto UN Photo/Paolo Filgueiras
Abbas Araqchi, foto UN Photo/Paolo Filgueiras

“Se il mondo avesse davvero interiorizzato le lezioni di Srebrenica, oggi non assisteremmo a un altro genocidio contro i musulmani, questa volta nella Striscia di Gaza”, ha aggiunto il ministro iraniano.

Il genocidio di Srebrenica, avvenuto nel luglio del 1995, è considerato uno degli episodi più bui del conflitto in Bosnia-Erzegovina (1992-1995). Più di 8.000 uomini e ragazzi musulmani bosniaci furono sistematicamente uccisi dalle forze serbo-bosniache, nonostante la città fosse stata dichiarata “zona protetta” dalle Nazioni Unite.

La strage è stata riconosciuta come genocidio dalla Corte internazionale di giustizia e rappresenta uno dei simboli delle atrocità commesse durante le guerre jugoslave, nonché del fallimento della comunità internazionale nel prevenire crimini di massa.

foto Laura Boushnak Copyright: © European Union 2011 – EP