18 Settembre 2026
Politica

Al via le elezioni russe: 111 milioni di elettori alle urne per rinnovare la Duma di Stato

I cittadini russi hanno iniziato a votare all’alba per eleggere i 450 membri della Duma di Stato, la camera bassa del parlamento, nel quadro di una tornata elettorale di tre giorni che comprende anche consultazioni regionali e locali in tutto il Paese.

Il voto, in programma dal 18 al 20 settembre, determinerà la composizione della nona convocazione della Duma: si tratta delle prime elezioni parlamentari dall’inizio del conflitto in Ucraina, scoppiato nel febbraio 2022.

Le elezioni si svolgono nell’ambito della cosiddetta “Giornata unica di voto” russa: in otto regioni gli elettori sono chiamati a scegliere governatori o capi di regione, mentre elezioni per i parlamenti regionali si tengono in 39 regioni. Sono inoltre previste elezioni per i consigli locali nei capoluoghi amministrativi di 10 regioni.

Sono 111 milioni gli aventi diritto.

Secondo la Commissione elettorale centrale russa, circa 111 milioni di persone hanno diritto di voto per le elezioni parlamentari, tra cui circa 1,8 milioni di elettori registrati all’estero.

Il voto si svolge sia nei seggi tradizionali sia attraverso il sistema di voto elettronico a distanza adottato dalla Russia.

Le urne resteranno operative fino alla chiusura, fissata alle 20 del 20 settembre. La Russia si estende su 11 fusi orari, per cui l’orario locale varia da GMT +2 a GMT +12 nelle diverse regioni. Non è previsto un quorum minimo di affluenza perché il voto sia considerato valido.

Il voto – il cui esito è decisamente certo e nel segno della continuità – sarà monitorato da osservatori internazionali provenienti da circa 55 Paesi, tra cui rappresentanti della Comunità degli Stati Indipendenti, dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, dei BRICS, dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est asiatico, oltre a delegazioni da Africa, Medio Oriente e America Latina. La Russia non ha invitato l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) a osservare il voto.

Undici partiti in corsa per i seggi della Duma.

Sono undici i partiti che partecipano alle elezioni per la Duma di Stato. Nella scheda figurano il partito di governo Russia Unita e i quattro partiti già presenti in parlamento: il Partito Comunista, il Partito Liberal Democratico, Russia Giusta – Per la Verità e Nuova Gente (New People).

Partecipano al voto anche cinque formazioni senza rappresentanza parlamentare: Rodina, Pensionati per la Giustizia Sociale, i Verdi, i Comunisti di Russia e Democrazia Diretta, oltre a Yabloko.

Il partito liberale Yabloko è stato escluso dalla competizione con le liste di partito, ma i candidati presentati dalla formazione nei collegi uninominali restano in corsa.

La Duma conta 450 seggi: la metà viene assegnata tramite liste di partito su base proporzionale, mentre i restanti 225 sono contesi nei collegi uninominali. Per accedere ai seggi nel sistema proporzionale, i partiti devono ottenere almeno il 5% dei voti di lista. I candidati nei collegi uninominali possono essere presentati dai partiti oppure correre come indipendenti, previa raccolta del numero di firme richiesto.

Un voto nel pieno del conflitto in corso.

Diversamente da quello che avviene ormai da oltre due anni in Ucraina, dove il regime di Zelenskyy ha di fatto escluso qualsiasi possibilità per i cittadini di scegliere i propri rappresentanti, la tornata elettorale in Russia si svolge mentre il conflitto continua a condizionare l’agenda politica e di sicurezza del Paese. Gli attacchi con drone ucraini contro le regioni russe hanno portato le questioni di sicurezza al centro della campagna elettorale, mentre il sostegno alle forze armate russe ha occupato un posto di primo piano nella comunicazione politica dei partiti in corsa.

Le operazioni di voto sono organizzate anche nei territori ucraini, nel Donbass e Novarossia, sotto controllo russo, una scelta che l’Ucraina e diversi governi occidentali considerano illegittima.

foto Kremlin.ru