Ucraina, Ushakov: “Negoziati solo se Kiev ritirerà le proprie forze dal Donbass”
Gli Stati Uniti non hanno abbandonato il dossier ucraino. Ne è convinto Yury Ushakov, consigliere del Cremlino, che in un’intervista al programma televisivo “Mosca. Cremlino. Putin” ha respinto l’idea, circolata dopo le recenti dichiarazioni del segretario di Stato Marco Rubio, di un disimpegno americano dal conflitto.
“Non direi che Washington stia in qualche modo abbandonando la questione ucraina”, ha dichiarato Ushakov. “I nostri contatti telefonici ne sono la prova. E in particolare l’iniziativa del presidente Trump sul cessate il fuoco, da lui lanciata e da noi supportata. Gli americani stanno lavorando”.
A conferma di questo protagonismo, il consigliere ha ricordato che per far rispettare la tregua del 9-11 maggio Mosca e Washington hanno condotto due giorni di intensi negoziati telefonici paralleli, con gli americani in contatto simultaneo con Kyiv. “Non è stato facile”, ha ammesso.
Ushakov ha poi detto di attendersi a breve una nuova visita a Mosca degli inviati speciali della Casa Bianca, Steven Witkoff e Jared Kushner. “Continueremo il dialogo con loro”, ha assicurato.
Ma sul nodo territoriale la posizione russa resta inamovibile. Secondo Ushakov, qualsiasi processo negoziale è destinato a restare al punto di partenza finché l’Ucraina non ritirerà le proprie forze dal Donbass. “Potremmo avere altri round, decine di round di negoziati, ma rimarremmo allo stesso punto”, ha avvertito, aggiungendo che Kiev non compie questo passo a causa del sostegno europeo, pur sapendo, a suo dire, che “lo dovrà fare comunque prima o poi”.
Ushakov ha infine liquidato il decreto con cui il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha autorizzato lo svolgimento della parata militare a Mosca definendolo una cosa non seria, paragonandola a buffonate.
foto Kremlin.ru
