Aeroporti sardi, la Regione frena sulla holding: dal “tutti di corsa” al “piano e con giudizio”
C’era un tempo, nemmeno troppo lontano, in cui il progetto di integrazione degli scali sardi attorno alla holding sponsorizzata dalla Camera di Commercio di Cagliari-Oristano veniva presentato come un treno da non perdere. Oggi, stando all’ultimo comunicato dell’assessora regionale ai Trasporti, Barbara Maca, e al rinvio nell’ultima variazione di bilancio del mese di agosto sui “famosi 30 milioni” per far entrare la regione “nell’azionariato senza potere alcuno”, il tono è un altro.
L’assessora regionale dei Trasporti, Barbara Manca, rispondendo all’interrogazione n. 501/A, ha parlato di un percorso “non ancora concluso”, di un’operazione che deve fare i conti con “verifiche e condizioni necessarie”, di un lavoro da portare avanti “nel rispetto dei controlli e dell’interesse pubblico”.
Formalmente, secondo l’esponente dell’Esecutivo regionale, la linea non è cambiata: “L’indirizzo della Regione sull’integrazione dei tre scali non è cambiato”. Ma la distanza fra la narrazione di ieri e quella di oggi è evidente, e la domanda sorge spontanea.
Il peso della Corte dei conti.
Il primo segno di “folgorazione sulla via di Damasco”, potrebbe essere stato prodotto proprio dalla magistratura contabile. Manca ammette che i rilievi sulla precedente configurazione, cioè il conferimento della quota della Camera di Commercio in Sogaer nella holding Ligantia, hanno imposto un cambio di rotta. La Regione ha affidato un incarico per esaminare le alternative sotto il profilo giuridico, economico, finanziario e industriale, e la strada indicata è ora la Rete Aeroportuale Sarda, da sottoporre alla designazione ministeriale. “Non si tratta della mera riproposizione dell’operazione originaria, ma di un diverso disegno istituzionale e industriale”, precisa l’assessora. E ancora: quei rilievi non sono “irrilevanti”, anzi costituiscono “un vincolo istruttorio sostanziale per ogni successiva decisione”. Parole che suonano come un’ammissione: il progetto, così com’era, non reggevaa alla prova della legittimità.
Un Term Sheet che non vincola. Ma a cosa serviva allora?
Il secondo elemento è il valore del documento sottoscritto. L’assessora lo definisce “preliminare” ed “espressamente non vincolante”: non trasferisce la partecipazione camerale in Sogaer, non assegna alla Regione quote nella holding, non modifica le concessioni. La Regione, insomma, “non è già obbligata a entrare nella società”. Prima di qualsiasi decisione serviranno piano industriale integrato, piano economico-finanziario e il confronto con MIT, ENAC, MEF, ART e le altre autorità. Un elenco di passaggi che dilata inevitabilmente i tempi.
Il “presidio pubblico” ridimensionato.
C’è poi la questione del controllo. Manca spiega che il presidio pubblico sarà “soprattutto istituzionale e regolatorio”, garantito da regolazione, vigilanza e poteri di indirizzo, “anche in assenza di una maggioranza pubblica nella holding”. Una formulazione che lascia intendere un’architettura diversa da quella che molti si aspettavano, e che dipende da un decreto del MIT, di concerto con il MEF e previo parere della Conferenza Unificata: una designazione, sottolinea l’assessora, “non automatica” e non legata alla sola volontà della Regione.
La partita della continuità territoriale.
Sullo sfondo, il fronte caldo dei collegamenti. Manca respinge l’immagine di un “collasso” come “lettura non veritiera e fuorviante” e porta i numeri: 11.230 voli tra aprile e agosto, il 2,4% in meno rispetto al previsto dal decreto ma oltre l’11% in più sul 2025; passeggeri in crescita del 6% nel periodo e dell’8% a luglio e agosto; sui collegamenti con Linate domanda a +14% e posti offerti a +16%. I voli in ritardo sono stati il 19% contro il 26% del libero mercato. Restano però le cancellazioni di voli con poche prenotazioni, giustificate dai vettori con il caro carburante e non previste dagli obblighi di servizio pubblico: “per le violazioni, assicura la Regione, ci saranno sanzioni, alcune già formalizzate”.
Le domande che restano aperte.
Le risposte dell’assessora chiariscono il quadro formale, ma non sciolgono il nodo politico. Il cambio di passo è dovuto soltanto ai rilievi degli enti di controllo preposti? Ha contato un rimescolamento degli equilibri dopo gli esiti delle ultime elezioni comunali in alcune importanti città legate alla partita aeroportuale?
Di certo, la formula scelta oggi dalla Manca (quella che non urla è che ha un outfit istituzionale più conveniente), “procedere nel rispetto dei controlli e dell’interesse pubblico”, racconta una Regione molto più prudente di quella che voleva andare spedita fino a qualche tempo fa.
