Rifiuti da imballaggio nell’UE: nel 2024 ogni cittadino ha prodotto 35,9 kg di plastica. + 3,2 chili pro capite. L’ecoansia “incide” poco sulla riduzione
I dati diffusi oggi da Eurostat delineano il quadro dei rifiuti da imballaggio nell’Unione Europea, evidenziando una crescita costante sia dei volumi complessivi sia della quota destinata al riciclo. Nel 2024 la produzione totale di rifiuti di imballaggio nell’UE ha raggiunto quota 81,5 milioni di tonnellate, pari a 181,0 kg per abitante : un incremento di 3,2 kg pro capite rispetto al 2023 e di 19,6 kg rispetto al 2014.
La composizione dei rifiuti.
Analizzando le tipologie di materiali che compongono il totale dei rifiuti di imballaggio generati il primo posto spetta a carta e cartone, pari al 40,8%. Segue la plastica, al 19,9%, il vetro con il 18,1%, il legno con il 16,2%, il metallo con il 4,8% e altri materiali per lo 0,2%.
Il fronte della plastica: produzione e riciclo in aumento.
Nel 2024 ogni cittadino dell’UE ha generato in media 35,9 kg di rifiuti di imballaggio in plastica, dei quali 15,3 kg sono stati riciclati. Rispetto al 2023 si registra un incremento di 0,6 kg sia per la plastica prodotta come rifiuto sia per la quota avviata al riciclo. Su un arco temporale decennale, tra il 2014 e il 2024, i rifiuti di imballaggio in plastica prodotti sono aumentati di 6,1 kg pro capite, mentre quelli riciclati sono cresciuti di 3,4 kg.
Complessivamente, nel 2024 l’Unione Europea ha riciclato il 42,4% dei rifiuti di imballaggio in plastica generati, segnando un lieve aumento rispetto al 41,6% registrato nel 2023.
Le statistiche europee, infine, mettono in luce forti differenze tra gli Stati membri in termini di efficienza nel riciclo. Tra i più virtuosi, sul podio c’è la Lettonia , con il tasso di riciclo più alto a livello europeo (71,0%), seguita da Belgio (58,2%), Polonia (56,0%) e Cechia (53,7%).
Nelle ultime posizioni in classifica, invece, i tassi più bassi si registrano in Danimarca (22,5%), Finlandia (26,9%) e Francia (27,4%).
