World Series America’s Cup: l’ACE non ha presentato i documenti. Chessa: “Qui non si bleffa”.

Scadevano oggi alle ore 11 i termini per la presentazione, attraverso la piattaforma CAT (la Centrale Regionale di Committenza), dell’offerta dell’ACE per la realizzazione dell’evento inserito nelle World Series dell’America’s Cup nel Golfo di Cagliari. Procedura che non ha registrato l’invio dei documenti richiesti da parte di ACE srl.

Una conferma, come ricordato oggi nel corso della conferenza stampa indetta dall’assessore regionale Gianni Chessa, che, di fatto, sgonfia la polemica aperta negli ultimi giorni circa le presunte inadempienze della Giunta regionale per la “perdita” dell’importante evento velico.

Secondo la ricostruzione degli uffici dell’Assessorato Regionale al Turismo, infatti, l’ACE non avrebbe presentato i documenti per la conclusione del contratto di servizi, a partire dalla dichiarazione antimafia, la fideiussione bancaria o assicurativa richiesta dalla procedura (circa il 10% del totale dell’importo, ovvero 610mila euro), il piano di comunicazione, il cronoprogramma, la dichiarazione di ACE srl in qualità di organizzatore esclusivo e, infine, l’indicazione del budget di spesa previsto per l’organizzazione della tappa cagliaritana.

Omissioni inspiegabili, alla luce della decisione degli uffici di avviare una procedura negoziata per ridurre i tempi della procedura, che, ha ricordato l’assessore Gianni Chessa, potrebbero essere indicative circa la reale intenzione degli organizzatori: “La Sardegna non è un tavolo da gioco ma in questo caso sembra che tutto sia già stato deciso e che la Sardegna – e forse anche Brindisi – sia stata strumentalizzata per fare pressioni sulla Spagna per l’erogazione delle risorse. Le reali dinamiche verranno a galla, aspettiamo notizie sugli sviluppi della procedura di Brindisi”.

Gianni Chessa, foto Sardegnagol riproduzione riservata
Gianni Chessa, foto Sardegnagol riproduzione riservata

Una ipotesi seguita dall’intervento della dg dell’Assessorato Angela Maria Porcu che ha ricostruito la cronistoria della procedura: “Il 16 settembre 2022 arrivò agli uffici la prima pec ufficiale del rappresentante di ACE dove veniva espressa l’intenzione di organizzare una regata internazionale nel Golfo di Cagliari per un importo di 5 milioni di euro più IVA. Successivamente è emerso che la società – l’ACE srl – era di nuova costituzione e non iscritta come operatore economico al CAT. A febbraio 2023 – prosegue la dg – la legge finanziaria all’art.9 autorizzava la spesa di 6,1 milioni di euro per l’evento. Autorizzazione di spesa vincolata da una norma di legge. Successivamente, il 6 marzo, dopo l’approvazione della legge inviammo una pec al rappresentante di ACE per comunicare il finanziamento e chiedere la trasmissione dei documenti richiesti dalla procedura, gli stessi che non sono pervenuti alle ore 11 di oggi. La pec – ricorda – non ebbe riscontro, pertanto inviammo un’altra pec in data 17 marzo. Consecutivamente ACE si iscrive al CAT per le attività oggetto della procedura e il 13 aprile, nel corso di una videoconferenza con l’avvocato spagnolo di ACE, l’azienda confermava di non poter sostenere l’anticipazione delle spese date le piccole dimensioni della società. Il 19 aprile gli uffici hanno poi caricato la richiesta di offerta sulla piattaforma CAT che scadeva oggi, 27 aprile, alle ore 11. Due giorni dopo, il 21 aprile, riceviamo una nota da ACE che conferma di non poter accettare la proposta per la difficoltà di anticipare le spese. Al termine della procedura, oggi, non sono pervenuti i dovuti documenti”.

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Quali altre procedure avrebbe potuto attivare l’assessorato? Contributi sulla stessa linea della legge 7? Difficile essendo ACE un’azienda. Applicare un contributo secondo la soglia de minimis (fino a 200mila euro)? Improbabile data l’inconsistenza rispetto alla dotazione finanziaria richiesta dall’organizzazione dell’evento. Optare per un affidamento più corposo? Tralasciando le ulteriori polemiche che avrebbe accompagnato tale atto, con molta probabilità sarebbe stato considerato quale aiuto indebito di Stato e come tale sanzionato dall’UE.

Angela Maria Porcu, foto Sardegnagol riproduzione riservata
Angela Maria Porcu, foto Sardegnagol riproduzione riservata

Dopo la tempesta delle polemiche, quindi, sembrerebbe tornare il sereno dalle parti dell’Assessorato dal quale Chessa, richiamandosi alla presunta strategia di ACE con le autorità spangole, rilancia: “Bisogna smettere di pensare che i sardi abbiano l’anello al naso e, a conferma della mia idea, posso dire che in qualità di parte politica ho trovato i fondi per l’iniziativa e dato mandato agli uffici per l’espletamento delle procedure formali. Perché, allora, l’ACE ha cercato in casa d’altri – riferendosi a Brindisi – quello che era già disponibile qui in Sardegna, ovvero le risorse per l’organizzazione dell’evento? Forse ACE aveva un’altra idea e si è tentato di bluffare con le istituzioni. Probabilmente – ha concluso Chessa – loro non si aspettavano la disponibilità delle risorse e sono rimasti spiazzati”.

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Tra stasera e domani, forse, la “non conferma” della tappa di Brindisi, in occasione della quale lo stesso Governatore Emiliano ha dichiarato la disponibilità di un solo milione di euro, potrebbe avallare i dubbi dell’esponente della Giunta Regionale.

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