14 Ottobre 2026
Politica

Obesità, il centrodestra sardo lancia la sfida: farmaci a prezzo calmierato e gratis per i pazienti fragili

Seicentomila sardi in sovrappeso, pari al 33% della popolazione adulta, e circa centosessantamila obesi (8-9%). Numeri leggermente inferiori alla media nazionale, ma che fotografano una situazione comunque preoccupante: il peso in eccesso non risparmia nessuna fascia d’età ed è spesso all’origine di diabete, patologie cardiovascolari e tumori. È da questo quadro che nasce la proposta di legge presentata alla stampa dal centrodestra – primo firmatario Stefano Schirru (Alleanza Sardegna) -, per introdurre un prezzo calmierato sui farmaci antiobesità e la gratuità per i pazienti fragili.

Stefano-Schirru, foto Sardegnagol, riproduzione riservata
Stefano Schirru, foto Sardegnagol, riproduzione riservata

La ratio alla base del provvedimento, spiegano i proponenti, permettere a tutti i sardi di accedere alle cure: “Oggi – spiega Schirru – le cure a base di semaglutide e molecole simili costano tra i 200 e i 600 euro al mese: una cifra fuori portata per molte famiglie. Il prezzo calmierato sarebbe applicato solo ai pazienti presi in carico da un ospedale o da un centro medico specializzato”. Una misura, prosegue l’esponente dell’opposizione, che produrrebbe anche un risparmio per le casse pubbliche, considerato che il costo sociale dell’obesità ammonta (a livello nazionale) a 17 miliardi di euro. “Con un investimento minimo si potrebbe ridurre quella spesa ed evitare che i soggetti con patologie correlate portino ad un aggravio dei costi sociali. Senza contare che si introdurrebbero misure per abbattere le disparità sociali nell’isola ed evitare le pericolose cure fai da te”.

La Sardegna è tra le regioni “apripista”.

“La Lombardia – ricorda ancora il primo firmatario – ha approvato di recente una legge in materia, il Piemonte si appresta a farlo”. La Sardegna, in caso di approvazione da parte del Consiglio, sarebbe la terza regione a dotarsi di una simile normativa.

Cosa prevede il testo?

La proposta istituisce una sperimentazione triennale con una dotazione complessiva di 3,5 milioni di euro: 300mila euro per il 2026, 1,5 milioni per il 2027 e 1,8 milioni per il 2028, attinti dalle risorse del bilancio regionale destinate al servizio sanitario. La prescrizione dei farmaci sarà possibile solo attraverso i presidi ospedalieri e i centri specializzati,. Il testo prevede inoltre un monitoraggio puntuale: ogni sei mesi il Consiglio regionale sarà informato sull’andamento della spesa e sul numero di assistiti presi in carico.

Le voci della minoranza.

Il capogruppo dei Riformatori Umberto Ticca, nel corso della conferenza, ha sottolineato come la legge “applichi i principi di universalità, equità e appropriatezza delle cure”: “Oggi il farmaco non è per tutti. Serve una presa in carico seria e precisa, e questa legge la prevede. L’auspicio – conclude – è che il testo venga recepito in tempi rapidi”.

Paolo-Truzzu, foto Sardegnagol, riproduzione riservata
Paolo Truzzu, foto Sardegnagol, riproduzione riservata

Ancora più politico l’intervento del capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Truzzu: “La Sardegna, come ha ricordato l’ultimo report della Fondazione Gimbe in materia di sanità, è sempre in coda alle classifiche regionali, questa è l’occasione per fare una bella figura”. Truzzu ha poi rivendicato il lavoro delle minoranze sul fronte della sanità: “In questa legislatura abbiamo presentato diverse proposte, ma la maggioranza non ne ha portata nemmeno una in Aula”. Quella in esame, ha concluso, “mette tutti sullo stesso livello” e contrasta il fai da te, prospettiva con internet, divenuta molto pericolosa per i pazienti, ma anche per i costi sociali prodotti dalla disinformazione”.

Angelo-Cocciu, foto Sardegnagol, riproduzione riservata
Angelo Cocciu, foto Sardegnagol, riproduzione riservata

Dal capogruppo di Forza Italia Angelo Cocciu è arrivata un’altra stoccata all’attenzione della maggioranza: “La Regione fa fatica a stare al passo con i tempi, basterebbe copiare cosa fanno le altre regioni italiane. Ancora una volta proviamo a suggerire una buona legge. Speriamo venga tenuta nella giusta considerazione. Sulla lotta all’obesità non c’è più tempo da perdere”.