Cookie Consent by FreePrivacyPolicy.com Nel 2020 come nel 1943 Sant’Efisio condivide la sorte dei Sardi. - Sardegnagol

Nel 2020 come nel 1943 Sant’Efisio condivide la sorte dei Sardi.

Il 1 Maggio è la festa di Cagliari e di tutta la Sardegna. Si celebra Sant’Efisio, il martire guerriero a cui è attributo il miracolo di aver scacciato la peste nel 1656. Le origini della festa risalgono infatti a un Voto della Municipalità di Cagliari che cercò aiuto nella fede invocando l’intercessione del santo che già aveva dato tanto ai sardi. Non si sa se fu il potere dell’invocazione o il voto solenne, ma la peste perse virulenza è si attenuò.

Così dal 1657 si ripete annualmente con cerimonia solenne la Festa di Sant’Efisio con un pellegrinaggio che ripercorre il tragitto che, dal carcere in cui venne imprigionato, giunge al luogo del suo martirio a Nora, facendo poi ritorno entro la mezzanotte del 4 maggio, per lo scioglimento del secolare voto.

Sono migliaia i fedeli che, ogni anno, accompagnano il Santo in questa tradizionale processione: intensi momenti di devozione e fede, musica, colori e tradizioni centenarie, si fondono in uno spettacolo unico.
La devozione per Sant’Efisio ha attraversato secoli e generazioni tra loro lontane, legandosi intimamente alla popolazione. Quella popolazione che, da oltre trecento anni anche durante le difficoltà, si veste a festa e onora Sant’Efisio, il Santo venuto da lontano.

Quella di quest’anno non sarà una celebrazione come le altre. Per certi versi ricorderà quel lontano 1943 quando, in una Cagliari che versava in un profondo stato di distruzione e dolore, il Santo venne portato in processione a bordo di un camioncino tra case e strade di una Cagliari distrutta dai bombardamenti.

A causa dell’emergenza covid-19, Sant’Efisio uscirà il 3 Maggio e, a bordo di un mezzo dell’esercito raggiungerà Nora, luogo del martirio per poi fare rientro nella sua Chiesa a Cagliari per lo scioglimento del voto. Senza nessun festeggiamento in strada o tappa intermedia nel suo cammino.

Il contrasto alla diffusione del contagio impedisce “goccius” e “launeddas”. Ugualmente non ci potranno essere l’esplosione di colori della “ramadura” in Via Roma, così come il cocchio trainato dai buoi.
L’atmosfera di festa che con l’avvicinarsi di maggio si respira nell’antico quartiere di Stampace, i lunghi preparativi dei confratelli e delle consorelle, l’andirivieni di fedeli e devoti fino a tarda notte, quest’anno conoscerà una dimensione intima e personale, legata alle esigenze di distanziamento sociale.

Lo stesso dicasi della consueta devozione dei fedeli che arrivavano da tutta l’isola a onorare il Santo per la più grande festa religiosa e laica della Sardegna. Si dovrà attendere il 2021 per rivivere le luci, le atmosfere e il solenne che accompagnano il ritorno del Santo in città, attraverso il quartiere di Giorgino, tra mare e oscurità.

Per la prima volta in 364 anni, le celebrazioni in onore di Efisio si svolgeranno nell’arco di un solo giorno: il 3 Maggio, giorno del ritrovamento della Santa Croce, quella che il Martire guerriero ha impressa sul palmo della mano destra. Cosi come nel 1943, attraversando una città devastata dalle bombe, anche quest’anno, percorrendo le vie deserte di Cagliari, Efisio condividerà la sorte dei sardi.

Marina Federica Patteri

Foto Marina Federica Patteri