Nagorno-Karabakh. Il sostegno UE alla Repubblica dell’Artsakh.

In una recente interrogazione Lars Patrick Berg, eurodeputato del gruppo Identità e Democrazia, ha chiesto alla Commissione von der Leyen di precisare le misure di cooperazione economica tra Unione Europea e la Repubblica dell’Artsakh, attualmente non riconosciuta ai sensi del diritto internazionale, e di sostegno per il raggiungimento della sovranità.

A nome della Commissione europea, è intervenuto Olivier Várhelyi, Commissario europeo per l’allargamento e la politica di vicinato: “A seguito della firma dell’accordo di partenariato globale del 2017, l’Unione Europea (UE) ha intensificato la cooperazione a sostegno all’Armenia. Il vasto portafoglio di cooperazione economica dell’UE è mirato a sostenere le riforme del governo armeno in materia di competitività, settore privato, sviluppo regionale, creazione di posti di lavoro e crescita condivisa e inclusiva nelle regioni focali di Shirak, Lori e Tavush. In particolare le risorse europee sono impiegate per gli investimenti in infrastrutture, in particolare per i trasporti, la gestione dei rifiuti e il trattamento delle risorse idriche. Nel 2020 e nel 2021 sosterremo nuovi investimenti nel turismo, nella tecnologia e agricoltura verde, per un totale di 30 milioni di euro. Inoltre, il primo fondo di private equity in Armenia è stato istituito nel 2019 con il sostegno dell’UE, generando investimenti nel settore privato del paese per circa 75 milioni di euro”.

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Nel suo intervento il commissario ungherese ha ricordato anche l’annosa questione politica della piccola repubblica indipendente de facto, al centro delle tensioni tra Armenia e Azerbaijan: “L’UE continuerà a sostenere pienamente la risoluzione dei conflitti e gli sforzi del Gruppo di Minsk, struttura di lavoro creata nel 1992 dalla Conferenza sulla Sicurezza e Cooperazione in Europa (CSCE) allo scopo di incoraggiare una soluzione pacifica e negoziata dopo la guerra del Nagorno-Karabakh. La Commissione europea continuerà a sostenere gli sforzi continui per la pace, che comprende regolari incontri bilaterali con i leader dell’Azerbaigian e dell’Armenia e fornendo sostegno attraverso il rappresentante speciale dell’UE per il Caucaso meridionale e la crisi in Georgia”.

Con la dissoluzione dell’Unione Sovietica tra la fine degli anni ottanta e l’inizio degli anni novanta, la questione del Nagorno Karabakh si è tradotta in una guerra tra Armenia e Azerbaijan. Nel settembre 1991 il soviet locale, utilizzando la legislazione sovietica dell’epoca, dichiarò la nascita della nuova repubblica dopo che l’Azerbaigian aveva deciso di fuoriuscire dall’Unione Sovietica. Seguirono un referendum ed elezioni ma nel gennaio dell’anno seguente la reazione militare azera accese il conflitto che si concluse con un accordo di cessate il fuoco nel 1993. Da allora sono in corso negoziati di pace sotto l’egida del Gruppo di Minsk.

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foto Ambasciata Repubblica dell’Azerbaijian

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