27 Ottobre 2026
Europa

Meta valuta il patteggiamento con gli Stati Uniti sulle accuse di dipendenza dai social

Meta e i procuratori generali di 29 stati americani avrebbero avviato colloqui per un possibile patteggiamento nella causa che vede il colosso guidato da Mark Zuckerberg accusato di aver progettato deliberatamente Facebook e Instagram in modo da generare dipendenza tra gli adolescenti. Lo riporta l’agenzia Bloomberg, citando fonti a conoscenza della vicenda, secondo cui un eventuale accordo potrebbe arrivare a processo già in corso, aperto nei giorni scorsi in California.

Secondo le stesse fonti, il procedimento comporta rischi significativi per l’azienda: gli stati americani coinvolti puntano infatti a ottenere non soltanto sanzioni economiche di entità rilevante, ma anche modifiche obbligatorie al funzionamento delle piattaforme, un esito che per Meta significherebbe dover rivedere in profondità meccanismi di progettazione – dai sistemi di notifica agli algoritmi di raccomandazione – considerati dall’accusa strumenti pensati per massimizzare il tempo di permanenza dei minori sui social, a scapito della loro salute mentale.

La causa si inserisce in un filone di contenzioso che negli ultimi anni ha visto decine di stati americani muoversi contro le grandi piattaforme social, accusate di aver ignorato, o addirittura sfruttato consapevolmente, gli effetti dannosi dei propri prodotti sul benessere psicologico degli adolescenti. Un patteggiamento a metà processo permetterebbe a Meta di evitare l’incertezza di un verdetto in aula e i rischi reputazionali di un dibattimento pubblico prolungato, ma comporterebbe con ogni probabilità l’accettazione di impegni vincolanti sul fronte della sicurezza dei minori online, oltre a un possibile risarcimento economico. Al momento né Meta né i procuratori generali coinvolti hanno confermato ufficialmente i dettagli della trattativa.

Foto di Sallman Hayat da Pixabay.com