14 Ottobre 2026
Europa

“Made in EU”, Bruxelles tira dritto nonostante le divisioni tra i Paesi membri. Ma è questa la priorità?

Mentre il mercato unico fatica, i prezzi dell’energia continuano a pesare su imprese e famiglie e la coesione tra i “Ventisette” appare sempre più fragile, l’Unione europea sembra concentrare energie politiche considerevoli sull’iniziativa “Made in EU”. Un fascicolo che divide le capitali e che solleva una domanda legittima: perché impegnarsi tanto su una bandiera industriale comune, quando le manifatture degli Stati membri sono così diverse per tradizione, competenze e specializzazioni produttive?

A difendere la linea della Commissione è stato il commissario al Commercio, Maroš Šefčovič, al termine del dialogo commerciale ad alto livello Ue-Turchia.

Le proposte, ha spiegato Šefčovič, “puntano a rafforzare la competitività del blocco e ad adattarlo a un contesto commerciale mutato, segnato dalle preoccupazioni per i sussidi statali e per le pratiche distorsive degli scambi”.

Alla domanda sui timori di alcuni Stati membri, il commissario ha respinto le critiche rinviando all’iter legislativo: “Molte delle proposte sono in fase di discussione in Parlamento e nel Consiglio. Ma credo che l’obiettivo sia lo stesso: rendere l’Europa più competitiva, più forte e più adatta all’attuale mondo commerciale, molto instabile”.

Il dossier ha però fatto emergere fratture evidenti su un punto chiave: chi debba poter rientrare nel perimetro dell’iniziativa. La Francia spinge per un approccio strettamente europeo. La Germania vorrebbe invece estendere i benefici a partner commerciali fidati come Regno Unito, Canada e Giappone, con la possibile inclusione anche della Turchia.

Šefčovič ha parlato di una “riflessione molto approfondita” sulle nuove realtà del commercio globale, richiamando i timori per un mercato europeo inondato di merci, con forti sospetti che alcune pratiche non rispettino le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio. Bruxelles, ha assicurato, “cerca nuovi strumenti per contrastare sussidi e distorsioni, senza rinunciare all’impegno per un commercio libero ed equo”.

Più che un’arma di competitività, il Made in EU, dunque, rischia di apparire come l’ennesimo terreno di scontro tra interessi nazionali divergenti, proprio mentre i dossier più urgenti, dall’energia ai mercati, attendono risposte.

foto Alain Rolland Copyright: © European Union 2024 – Source : EP