Lo strano caso di “L’amour toujours”. Da hit a inno (involontario) dell’ultradestra.
Provate a immaginare. È un sabato sera del 1999. Siete in discoteca e ballate spensierati al ritmo di una hit che sta sbancando le classifiche internazionali. Si tratta di “L’amour toujours” di Gigi D’Agostino, brano dal groove incalzante, introdotto da un iconico riff di tastiera, in cui si racconta di un tenero e un po’ ingenuo amore adolescenziale. Che cose avreste pensato se vi avessero detto che, quasi 30 anni dopo, quella canzone sarebbe diventata (suo malgrado) il più popolare inno d’estrema destra del dopoguerra?
Per quanto possa apparire paradossale, questo è ciò che è realmente accaduto. Alcuni anni fa apparve sui social il video di un gruppo di giovani tedeschi a una festa piuttosto alticci che, sulle note dell’intro di “l’amour toujours”, cantava “Ausländer raus” (fuori gli stranieri). La cosa destò un notevole scalpore e, come speso avviene, in pochissimo tempo apparvero numerosi emulatori che cantavano slogan anti stranieri sulle note dell’incolpevole canzone.
Oggi, a circa due anni di distanza, “L’amour toujours” è diventato l’inno ufficioso dei movimenti d’estrema destra europei. Come la proverbiale palla di neve che diventa valanga, le sue note fanno ormai da sottofondo a contenuti social creati da blogger e influencer dell’area. In particolar modo quelli legati alla remigrazione.
A nulla sono servite le comprensibili rimostranze di Gigi d’Agostino che ha più volte ribadito la natura apolitica della canzone. Sempre più spesso “L’amour toujours” viene esclusa da manifestazioni ed eventi nel timore che possa dare adito a controversie e polemiche. A D’Agostino non resta quindi che assistere a un revival del suo brano di cui, siamo certi, avrebbe fatto volentieri a meno.
