10 Agosto 2026
Europa

La Libia intensifica i flussi migratori verso l’Ue.

I rapporti tra l’Unione europea e la Libia si fanno sempre più tesi, in un contesto segnato da crescente instabilità nel Mediterraneo orientale. Al centro delle polemiche, l’episodio che ha visto una delegazione europea – della quale facevano parte anche ministri italiani – costretta a lasciare Bengasi in circostanze considerate da molti diplomatici “oltraggiose” e in aperto contrasto con i valori e i principi fondanti dell’Unione.

A lanciare l’allarme è l’eurodeputato del gruppo dei Non Iscritti, Nikolaos Anadiotis, che ha presentato un’interrogazione scritta alla Commissione europea, denunciando quella che definisce una chiara “attitudine anti-europea” da parte delle autorità libiche. Un gesto che, a suo avviso, rappresenta non solo un affronto politico e istituzionale, ma anche un ostacolo concreto all’attuazione di una politica migratoria comune a livello europeo.

Parallelamente, Anadiotis segnala un netto aumento dei flussi migratori provenienti dalla Libia e diretti verso l’Ue con l’isola di Creta indicata come una delle principali destinazioni. Una pressione migratoria che, secondo l’eurodeputato, non sarebbe casuale, ma il frutto di una strategia mirata: usare la migrazione come leva geopolitica per esercitare pressioni sull’Unione e in particolare ottenere altri miliardi di euro per “tenersi” i migranti nel proprio territorio.

In questo contesto, il ruolo della Turchia è ritenuto determinante. Ankara viene accusata di esercitare un’influenza crescente sul governo libico, anche attraverso il controverso memorandum d’intesa turco-libico. Un’intesa che, secondo Anadiotis, mina la stabilità dell’intera regione sud-orientale del Mediterraneo e mette a rischio la coesione e la sicurezza europee.

L’eurodeputato chiede alla Commissione di esprimersi chiaramente sull’atteggiamento della Libia e sull’interferenza turca, e soprattutto di indicare quali misure concrete intenda adottare per tutelare gli Stati membri, con particolare attenzione alla Grecia, di fronte a quelle che vengono definite vere e proprie “azioni ostili”.

U.S. Navy foto di Mass Communication Specialist 1st Class Ryan M. Breeden