14 Ottobre 2026
Sardegna

Imprese straniere, al 30 giugno sono 677mila: +16mila in sei mesi. Sono 10.832 in Sardegna

Quasi 700mila imprese e oltre 16mila in più in sei mesi. L’imprenditoria straniera in Italia, al 30 giugno 2026, conta 677.188 aziende guidate da cittadini stranieri, il 79% delle quali fa capo a persone originarie di Paesi extra Ue. Tra gennaio e giugno sono nate 37.140 nuove imprese, mentre 21.043 hanno chiuso, al netto delle cancellazioni d’ufficio: il saldo è positivo per 16.097 unità.

I numeri arrivano dai dati del Registro delle imprese elaborati da InfoCamere nell’ambito del progetto Futurae, promosso dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e da Unioncamere. Le 677mila imprese pesano per il 12% del totale (11,6% per l’esattezza): più di una su dieci ha governance o proprietà prevalente di origine extra-nazionale. Un fenomeno ormai strutturale, che si vede anche dalla longevità: alla fine del 2025 circa il 35% di queste aziende aveva superato i dieci anni di vita.

Dietro la crescita non ci sono solo negozi, botteghe artigiane e ditte individuali. La corsa più forte è quella delle società di capitale, aumentate dell’11% negli ultimi dodici mesi e ormai oltre quota 160mila. Le imprese individuali restano la forma più diffusa, circa il 70% del totale, ma rallentano. In calo le altre forme giuridiche.

Solo le imprese individuali permettono di collegare l’attività alla nazionalità del titolare. Le comunità più numerose sono la marocchina (53.364 titolari), la romena (52.541) e la cinese (50.166), che insieme valgono il 32,4% dei titolari stranieri di ditte individuali. Seguono Albania, Bangladesh e Pakistan (20%), poi Egitto, Nigeria e Senegal (10,5%).

Ogni comunità ha la sua vocazione. I marocchini sono presenti soprattutto nel commercio, con le concentrazioni più alte nelle province dello Stretto: Catanzaro, Reggio Calabria, Messina. I romeni puntano sulle costruzioni e sono più diffusi tra Viterbo, Torino e Cremona. I cinesi, specializzati in manifattura e servizi ricreativi, toccano il record a Prato, dove sono il 67,2% dei titolari stranieri di imprese individuali, e a Fermo (27,3%).

La presenza straniera non è uniforme nel Paese. Lombardia e Nord Ovest concentrano il 32,7% delle imprese straniere e registrano anche la crescita più sostenuta su base annua, +1,5%. Il Mezzogiorno va in direzione opposta, con un calo del 3,6%, particolarmente marcato in Campania e Calabria. Prato si conferma la provincia più multietnica d’Italia, con un’incidenza del 33,7%, seguita da Trieste (20,8%) e dalla new entry Imperia (18,8%), che toglie a Firenze un posto sul podio.

Tra le regioni, Liguria (17,6%) e Toscana (17,1%) hanno la quota più alta di imprese straniere sul totale, davanti a Friuli-Venezia Giulia (15,2%), Emilia-Romagna e Lombardia (entrambe al 14,6%). In coda Basilicata (4,4%) e Puglia (6,0%).

I dati della Sardegna.

Nell’isola, al 30 giugno 2026, le imprese straniere sono 10.832 su un totale di 166.514 registrate, pari al 6,5%, oltre cinque punti sotto la media nazionale (11,6%). Le imprese italiane sono 155.682, il 93,5% del totale. La Sardegna si colloca così tra le regioni con la minore incidenza di imprenditoria straniera: fanno meglio solo Basilicata (4,4%), Puglia (6,0%) e Sicilia (6,4%). Nel resto del Mezzogiorno la quota sale in Calabria (7,7%) e Campania (8,1%).

foto F1 Digitals da pixabay.com