Il Libano tra fuochi incrociati: l’appello dell’Ambasciatrice Jazzar
Presso la Commissione Affari esteri della Camera, si è tenuta un’audizione cruciale per comprendere i fragili equilibri del Medio Oriente. L’Ambasciatrice della Repubblica Libanese in Italia, Carla Jazzar, ha delineato un quadro drammatico di un Paese travolto da una “guerra aperta” che non gli appartiene, ma di cui sta pagando il prezzo più alto. In un clima di forte tensione regionale, Jazzar ha denunciato come il Libano sia diventato il terreno di scontro per potenze straniere che comunicano “a colpi di missili”, schiacciando la sovranità nazionale sotto il peso di interessi geopolitici esterni.
Un’emergenza umanitaria e infrastrutturale senza precedenti
I numeri presentati dall’Ambasciatrice descrivono una catastrofe umanitaria di vaste proporzioni: 1 milione e 400 mila sfollati, migliaia di vittime e un sistema sanitario al collasso. Gli attacchi israeliani non hanno risparmiato le infrastrutture civili, colpendo ospedali e reti stradali fondamentali. Migliaia di bambini sono oggi privati del diritto all’istruzione e alle cure mediche essenziali. Jazzar ha inoltre ricordato i devastanti bombardamenti su Beirut dello scorso 8 aprile, descrivendoli come una fonte di devastazione senza precedenti che mina la stabilità stessa delle istituzioni libanesi.
La via diplomatica e il ruolo strategico dell’Italia
Nonostante la gravità della situazione, la posizione ufficiale del Libano resta ferma sul rifiuto del conflitto. L’Ambasciatrice ha ribadito la necessità di un cessate il fuoco completo, che includa il disarmo delle milizie e l’avvio di negoziati diretti con Israele per preservare l’indipendenza politica del Paese.
In questo scenario, l’Italia è stata citata come un partner storico e indispensabile. Jazzar ha rivolto un appello accorato affinché il governo italiano e i Paesi partner rafforzino il proprio impegno politico nella mediazione. “Preservare il Libano significa preservare l’ordine e l’equilibrio in Medio Oriente”, ha concluso l’Ambasciatrice, sottolineando che solo una mediazione internazionale attiva potrà far tacere i bombardamenti e impedire una definitiva frattura interna.
Foto R. Nial Bradshaw, Air Force
