5 Settembre 2026
Europa

I grandi alleati della NATO bloccano il piano per aumentare gli aiuti militari all’Ucraina

Niente accordo in sede NATO sugli aiuti militari all’Ucraina. Diversi grandi alleati dell’Alleanza Atlantica , tra cui Regno Unito, Francia, Italia, Spagna e Canada , hanno bloccato una proposta che avrebbe impegnato i Paesi membri a destinare annualmente lo 0,25% del prodotto interno lordo al sostegno militare di Kiev. La notizia è riportata dal quotidiano britannico The Telegraph.

Il segretario generale della NATO Mark Rutte sperava di ottenere un’intesa sulla misura prima del prossimo vertice dell’Alleanza ad Ankara, in Turchia, ma ha dovuto fare un passo indietro di fronte alla mancanza di consenso sufficiente. “Non credo che questa proposta verrà presentata”, ha ammesso lo stesso Rutte.

Secondo il Telegraph, l’iniziativa puntava a garantire un livello minimo di sostegno militare a Kiev mentre la guerra russa in Ucraina entra nel suo quarto anno. Almeno sette Paesi membri avevano espresso sostegno alla proposta, in particolare quelli che già destinano all’Ucraina una quota superiore alla soglia dello 0,25% del Pil. Una fonte interna all’Alleanza, citata anonimamente dal giornale, ha riferito che il Regno Unito, la Francia, la Spagna, l’Italia e il Canada si sono mostrati non molto entusiasti dell’idea.

Il voto unanime richiesto per qualsiasi decisione NATO ha di fatto consentito ai Paesi contrari di affossare la proposta.

La posizione di Londra non passa inosservata, considerato che il Regno Unito figura tra i principali donatori militari dell’Ucraina, con un impegno di almeno tre miliardi di sterline l’anno. Una cifra rilevante, ma comunque al di sotto della soglia proposta in percentuale del Pil. Il Telegraph sottolinea come le critiche si concentrino sempre più sulle grandi economie dell’Alleanza , Francia, Italia e Spagna in testa , accusate di contribuire meno rispetto ad alleati più piccoli come Polonia, Paesi Bassi e le nazioni nordiche e baltiche. I dati del Kiel Institute confermano che questi ultimi destinano già all’Ucraina risorse pari o superiori al parametro proposto.

Lo stesso Rutte aveva in precedenza denunciato che il sostegno a Kiev “non è distribuito uniformemente all’interno della NATO”, con alcuni alleati che “non spendono abbastanza”, pur sostenendo la retorica “dell’assistenza all’Ucraina”. Il dibattito si inserisce in un contesto più ampio di tensioni sul burden-sharing nell’Alleanza, acuito dalla decisione del presidente americano Donald Trump di sospendere i nuovi aiuti statunitensi all’Ucraina, scaricando sugli europei una quota crescente di responsabilità finanziaria.

foto https://www.president.gov.ua/