Crisi nel Donbas, Confartigianato Sardegna: “A rischio Export manifatturiero e turismo”.

In un mondo sempre più interconnesso e interdipendente la crisi nel Donbas rischia di provocare risvolti particolarmente negativi anche per l’economia dell’Isola.

A rischiare grosso, secondo le ultime rilevazioni Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, su base Istat al terzo trimestre 2021, il settore manifatturiero sardo – per un controvalore di circa 13,6 milioni di euro, rappresentato da prodotti alimentari, abbigliamento, macchinari, tessili, mobili e prodotti chimici – e quello turistico che, secondo il SIRED (Osservatorio Sardegnaturismo dell’Assessorato Regionale al Turismo), ha stimato nell’ultimo anno pre-pandemia nell’Isola, la presenza di circa 40mila russi equivalenti a 220mila presenze.

Una circostanza particolarmente angosciante per gli attori dell’artigianato sardo, come ricordato oggi da Maria Amelia Lai, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna: “Siamo molto preoccupati per la situazione che si potrebbe creare con una guerra nel centro dell’Europa, prima di tutto dal punto di vista umano e poi anche a livello commerciale con l’interruzione dell’export o con l’imposizione di eventuali altre sanzioni che, quanto meno, metterebbero a rischio i rapporti che le nostre imprese stanno consolidando e accrescendo a Mosca e in tutti gli altri importantissimi centri”.

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“I rapporti tra la nostra regione e la Russia sono sempre più stretti grazie al turismo e ai voli diretti tra Mosca, Olbia e Cagliari – ricordano da Confartigianato Sardegna – per questo motivo le imprese sarde, manifatturiere, dei servizi e delle vacanze, sono molto preoccupate per le conseguenze di una crisi di tale portata. Tutti questi settori potrebbero essere colpiti duramente”.

Il peggioramento della crisi ucraina, oltre ad ampliare gli effetti della crisi energetica in corso, rappresenterebbe un ulteriore fattore critico per le imprese manifatturiere italiane, strette nella tenaglia di aumento dei prezzi delle commodities, difficoltà di reperimento di materie prime e del  personale, lunghi tempi di consegna e aumento dei costi del trasporto via container.

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Le conseguenze del precedente conflitto russo-ucraino per la Crimea (2014), fa si sono scaricate interamente sulle esportazioni verso la Russia che, tra il 2013 e il 2021, per l’Unione europea a 27 cumulano un calo del 23,4%, con una maggiore penalizzazione del made in Italy (-29,3%) rispetto alle esportazioni di Germania (-26,1%), Spagna (-21,9%) e Francia (-19,6%).

foto Sardegnagol, riproduzione riservata /Sara Durdevic