23 Ottobre 2026
Europa

Carburanti, ad agosto rincari record nell’Ue: prezzi su del 23,8% su base annua

I prezzi dei carburanti nell’Unione europea continuano a correre. Secondo gli ultimi dati diffusi da Eurostat, ad agosto 2026 il costo di carburanti e lubrificanti per il trasporto personale è salito del 23,8% rispetto allo stesso mese del 2025, accelerando ulteriormente rispetto agli aumenti tendenziali già registrati a giugno (+13,7%) e a luglio (+16,9%).

Rincari diffusi in quasi tutta l’Unione.

Il fenomeno riguarda praticamente l’intero blocco comunitario: in 26 dei 27 Stati membri i prezzi di agosto 2026 sono risultati più alti rispetto ad agosto 2025. Non solo: in 26 Paesi l’incremento tendenziale di agosto ha superato quello di luglio, mentre in 24 Paesi ha superato anche quello di giugno, segno di un’accelerazione ormai generalizzata.

Ben 18 Stati membri hanno registrato aumenti superiori al 20% su base annua. Sul podio dei rincari più pesanti si piazzano la Bulgaria (+34,5%), seguita da Lituania (+28,8%), Finlandia (+27,6%), Germania (+27,5%) e Francia (+27,4%). All’estremo opposto della classifica, gli aumenti più contenuti si registrano in Ungheria (+1,3%), Svezia (+6,1%) e Irlanda (+11,7%).

Diesel in forte accelerazione su base mensile.

Guardando all’andamento mese su mese, ad agosto 2026 i consumatori europei hanno visto il diesel salire dell’8,3% e la benzina del 3,3% rispetto a luglio. Il balzo del gasolio segna una netta accelerazione rispetto al mese precedente, quando l’incremento congiunturale era stato del 4,3% (contro il +4,7% della benzina tra giugno e luglio).

Tra luglio e agosto, il prezzo del diesel è aumentato in 26 dei 27 Paesi Ue. Gli incrementi più marcati si sono registrati in Cechia (+14,3%), Bulgaria (+13,5%) e Lussemburgo (+12,3%), mentre gli aumenti più contenuti hanno riguardato Italia (+5,2%), Romania (+6,1%) e Paesi Bassi (+6,2%).

Per quanto riguarda la benzina, 22 Paesi hanno registrato rincari nello stesso periodo, 3 hanno visto i prezzi calare e in 2 sono rimasti sostanzialmente stabili. Gli aumenti più significativi si sono verificati in Spagna (+8,2%), Romania (+6,6%), Italia (+6,3%) e Cipro (+6,2%). In controtendenza, lievi flessioni sono state registrate in Ungheria (-0,6%), Danimarca (-0,3%) e Slovacchia (-0,1%).

Foto di David Roumanet da Pixabay.com